IoManager – Diario di Crescita

la felicità è un compito non un dono

02/04/2010 · 1 commento

“La felicità è un compito non un dono.”

E’ una frase che ho tratto da “Ingegneria della felicità” di Silvio Ceccato.

Il concetto è lo stesso che intende Covey quando afferma che “amare è un verbo”.

Si sceglie di essere felici, si sceglie di amare.

Ingegneria della felicità. Per vincere i grandi e piccoli nemici che s'annidano nella mente

First Things First - Le prime cose al primo postoFirst Things First – Le prime cose al primo posto

Stephen Covey
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Le Sette Regole per Avere SuccessoLe Sette Regole per Avere Successo
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Dall’efficacia all’eccellenza
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31/01/2010 domenica – Itaca

01/31/2010 · 1 commento

 

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis

Mi auguro che tu conosca la tua Itaca

Mi auguro che tu abbia il coraggio di affrontare il viaggio verso la tua Itaca

Mi auguro che non abbandonare il tuo viaggio quando incontrerai i primi ostacoli, è proprio in quei momenti che i più perdono veramente la loro Itaca.

In quei momenti ti auguro di avere la forza di persistere e di ripensare alla tua Itaca, di sentire il suo profumo, vedere il suo mare azzurro, ascoltare la risacca sulle sue rive, provare il piacere della sua fresca brezza sul tuo viso.

Buon viaggio!

Puoi iniziare il tuo viaggio scrivendo nei commenti quale è la tua Itaca.

clicca sull’immagine per scaricare le poesie di Kavafis

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25/12/2009 venerdì – Un regalo per te

12/24/2009 · Lascia un commento

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24/12/2009 Mercoledì – Il segreto della gioia di vivere? Vivere con gioia!

12/24/2009 · 1 commento

Perché parlare della gioia. C’è forse bisogno di controllare le emozioni positive?

Sì.  C’è n’è bisogno, eccome.

Vivere in armonia con se stessi significa avere rapporti “sani” con le emozioni negative. ma anche sviluppare e mantenere un livello tendenzialmente costante di “euemotività”, emotività buona, auspicabile, desiderabile.

continua…

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30/11/2009 lunedì – E ora?

11/30/2009 · Lascia un commento

 normal_00-Santiago

 

“Non dimenticare i tuoi obiettivi!…Quando si va verso un obiettivo…è molto importante prestare attenzione al cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo. …Ed è così quando si ha un obiettivo nella vita. Esso può essere migliore o peggiore, in base al cammino che scegliamo per raggiungerlo e al modo in cui lo percorriamo….bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti che, a causa della routine, non riusciamo a vedere.”

 

Il Cammino di Santiago
Il Cammino di Santiago

Paulo Coelho
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E tu, rimani fedele al tuo obiettivo?

Hai tracciato il cammino?

Continui a curartene?

Valorizzi le esperienze?

Ti soffermi a pensare, a vivere, a godere del viaggio?

Ti sforzi di scorgere il particolare nel consueto, l’unico nel molteplice, lo speciale nel quotidiano?

Ogni attimo può valere una vita, ogni millimetro verso la meta può colmarla di significato.

Il pericolo è rischiare di svilirla per la brama di raggiungerla, è rischiare di raggiungerla e sprofondare nella delusione, nell’insoddisfazione, quella che ti farà dire “Beh, tutto qui?”,  “E ora?”

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22/11/09 domenica – Verità contraddittorie

11/22/2009 · Lascia un commento

Ognuno vende le sue certezze.

illottSì, perché la gente, tutti noi, vogliamo illuderci di vivere in mondo di verità assolute.

Nella vita di tutti i giorni ma anche in quegli ambiti, come il mondo scientifico, dove il senso comune ritiene regni la verità, la certezza, l’esatto, l’assoluto, ci si trova di fronte a contraddizioni, conflitti fra le verità di cui l’esperto di turno si fa paladino.

Questo ci sconcerta, ci spiazza, ci scuote.

Le certezze, invece, ci fanno sentire a nostro agio.

Ma la realtà è troppo complessa per darci certezze.

Noi siamo troppo complessi per leggere ed interpretare, tutti, allo stesso modo una stessa realtà.

I dati di fatto sono filtrati dai nostri sensi e sentimenti.

Viviamo immersi in sistemi complessi, siamo sistemi complessi. Siamo abituati a pensare in termini lineari ma quasi mai questi descrivono correttamente l’intrico di feedback o contro feedback, azioni e reazioni circolari, indirette, vincolate e vincolanti. Qualcuno ha definito tutto questo Kaos.

La scienza si sforza di fornire strumenti per dare certezze. Ma gli strumenti sono utilizzati dagli uomini, che hanno ambizioni, interessi, obiettivi.

E così ecco che si creano discussioni, controversie. E giù numeri, prove, riferimenti, citazioni, a sostegno delle proprie tesi.

E noi, affamati di certezze, sposiamo una tesi o l’altra e ci battiamo per questa. Siamo convinti che, in quanto “scientifica”, sia vera.

Quello che ho imparato oggi è che il meglio che possiamo fare è farci un’opinione sforzandosi di conoscere tutte le “verità” relative allo stesso oggetto.

 

Post ispirato dalla lettura dell’articolo,, apparso su Nòva24, “Non più dogmi ma controversie” di Bruno Latour, professore e prorettore per la ricerca all’Università Sciences Po di Parigi.

 

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2/11/09 Lunedì – Lavoratori intoccabili e felici

11/03/2009 · Lascia un commento

I lavoratori creativi, gli innovatori, quelli che non si limitano a svolgere solo il lavoro che arriva sulla loro scrivania ma hanno l’abitudine d’immaginare nuove opportunità e nuovi modelli sono gli “intoccabili”, i lavoratori che molto difficilmente saranno espulsi dalle aziende anche in tempi di crisi.

Formazione, creatività, adattabilità, intraprendenza sono le caratteristiche per rimanere in corsa. Più dei master e della “collazione” di diplomi.

 Questo è quanto afferma Thomas Friedman giornalista del New York Times, vincitore del premio Pulitzer.

Il rapporto con il proprio lavoro spesso è difficile, soprattutto quando c’è il rischio di perderlo.

Quello che puoi fare è sconfiggere l’insoddisfazione cambiando atteggiamento, trasformando il modo in cui reagisci rispetto a ciò che ti accade e ciò che devi fare.

Reinterpretando in una prospettiva più ampia e lo scopo ultimo del tuo lavoro, trasformando la tua attività nella tua vocazione. Come? Ecco alcuni consigli che trovi nel libro “L’arte della felicità sul lavoro”: cogli il significato più ampio della tua attività,  riconosci l’effetto positivo del tuo lavoro sugli altri, pensa a come contribuisci con la tua attività al benessere della gente.

Oggi il rischio di perdere il lavoro è più alto e chi perde il lavoro spesso perde la propria identità. Come si fa a sfuggire da questo pericolo?

Occorre imparare a diventare “intoccabile” mettendo creatività e intraprendenza in ciò che fai e imparare a  convivere con l’incertezza della realtà lavorativa di oggi e ad assumere un atteggiamento positivo, concentrandosi sulle opportunità e sulle sfide. Occorre espandere la propria immagine sul lavoro e al di fuori di esso per non confinare la propria identità all’attività lavorativa.

Il lavoro rende felici se in qualche modo contribuisce alla felicita ed è d’aiuto agli altri. Si è felici e si ricava felicità dal lavoro tanto più si riconosce e si attribuisce densità di significato e produttività al lavoro. Ma la felicità non la si raggiunge solo tramite il lavoro. Personalità, interessi, disposizione, contesto sociale influenzano la capacità del lavoro di fornire soddisfazione. Maggiore è la capacità di riconoscere le opportunità nelle difficoltà e trovare soddisfazione nelle sfide, maggiore è la soddisfazione che si trae dal lavoro. Tutti gli aspetti della vita sono collegati tra loro, i vari fattori, valori, atteggiamenti, lo stato emotivo possono egualmente contribuire. da una parte. al senso di appagamento sul lavoro, dall’altra, alla soddisfazione e alla felicità nella vita.

 “Più riduciamo la distanza fra chi siamo e cosa facciamo e più il nostro lavoro sembrerà facile e ci renderà felici.”

 

L'Arte della felicità sul Lavoro

 

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