IoManager - Diario di Crescita

17/05/2008 sabato - L’ira che fa arrabbiare

Maggio 17, 2008 · No Comments

Rabbia IraGli Inuit dall’Artico non aggrediscono ma isolano.

Gli Arapesh della Nuova Guinea educano i ragazzi a scaricare l’ira sulle cose per evitare di farlo sui propri simili.

Gli indiani Hopi reprimono l’aggressività fisica e non hanno il gusto della competizione, sorridono anche ai nemici.

Da Airone - Maggio 2008

Questi meccanismi di controllo dell’ira spostano l’oggetto dell’ira dall’avversario a qualcosa di inanimato.

Sì perchè lo scatto ira non si può reprimere, non è esatto dire di poter controllare l’ira. L’area del cervello razionale, la corteccia cerebrale, pur essendosi sviluppata molto con l’evoluzione, non è ancora in grado di controllare completamente l’istinto, la reazione, interviene in ritardo. Prima scattiamo, poi realizziamo che stiamo esagerando e cerchiamo di calmarci.

Il bello che lo facciamo anche semplicemente se immaginiamo di subire un torto, o che qualcuno ci offenda, o ci prenda in giro.

Se penso che non si può controllare l’ira mi arrabbio!

Che rabbia quest’ira!

Che lezione trarre da tutto ciò?

Sapere che fino ad un certo punto l’ira non si controlla mi aiuta a comprendere e perdonare, a comprendermi e perdonarmi. E non è poco….

 

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16/05/2008 venerdì - Comunicare ApertaMente

Maggio 16, 2008 · No Comments

Frammenti di dialoghi colti nella giornata di ieri …

“La ringrazio per avermelo detto. Mi risparmia leva da un’imbarazzo….”

Esprime gratitudine, apertura, svela emozioni. Quando la comunicazione passa attraverso questi “canali” è diretta, franca, produttiva, utile.

Altro esempio. Contesto: Roma, workshop. Platea di una quarantina di persone. Quattro relatori che ricoprono ruoli di alto livello. Una persona del pubblico reitera interventi con una elevata frequenza. Contenuti molto condivisibili, spesso ineccepibili. Ma la frequenza, il tono, il registro da “SuperTecnicoSoTuttoIO” alla lunga irrita.

Risposta di uno dei relatori: “Apprezziamo moltissimo il suo «entusiasmo», tuttavia….” che dire, una difesa elegante ed efficace.

Complimenti.

Comunicazione Strategica in Azienda DVD Comunicazione Strategica in Azienda DVD

Max Formisano

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14/05/2008 mercoledì - Perché?

Maggio 14, 2008 · No Comments

Perché lo fai? Perché tu che non sei un formatore, che non sei un professionista, che gestisci prodotti software, ti preoccupi di scrivere di sviluppo personale su un blog, di scrivere di emozioni, di scrivere di miglioramento?

Perchè mi è utile, perché mi piace pensare che sia utile ad altri, perchè mi è stato utile, perché sto meglio, perché mi appassiona.

«E il guerriero riflette: “Perché parlare tanto, se in molte occasione non sono capace di fare tutto quello che dico?”

Il cuore risponde: “Se difendi pubblicamente le tue idee, devi sforzarti di vivere rispettandole.”

Proprio perché pensa di essere ciò che dice, il guerriero finisce per trasformarsi in ciò che dice di essere.»

Manuale del Guerriero della Luce Manuale del Guerriero della Luce

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Grazie a chi mi chiede perché

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12/05/2008 lunedì - Il vizio dell’approvazione

Maggio 12, 2008 · No Comments

Le emozioni devono essere espresse liberamente, senza il timore del giudizio degli altri.

Certo non sempre è facile, addirittura non sempre è possibile se non pagandone un prezzo alto. D’altronde anche non farlo primo o poi ti porta a pagare il conto. E con gli interessi, per giunta.

Dunque vivi, esprimiti, lasciati andare, esterna le tue emozioni.

Fatti lasciare dal “vizio dell’approvazione”! Sii sponataneo.

Quello a cui resisti tenderà a emergere in modo ancora più evidente, ciò che nascondi attirerà l’attenzione.

Se sei triste, alzati, salta, inizia a ballare e a cantare! Il tuo corpo reagirà, la tua mente reagirà.

Imapara dai bambini, loro fanno e dicono quel che sentono di fare e dire, sono indipendenti dall’accoglienza positiva degli altri.

 

“Se gli impulsi naturali di qualcuno vengono inibiti, irrompono in nevrosi”

“Se vi trovate in uno stato di deprssione, correte un rischio emotivo. Quando gli stimoli emotivi sono bloccati, allora ci deprimiamo. Esprimente i vostri sentimenti. senza conferire un’importanza esagerata al fatto che trovino un’accoglienza positiva da parte degli altri, oppure no”

Istruzioni di Volo per Aquile e Polli Istruzioni di Volo per Aquile e Polli
Esiste il modo di vivere ed essere felici: credere nelle cose impossibili e nei miracoli. Quelli che puoi fare anche tu!
Anthony De Mello

Dimmi di piu…

 

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11/05/2008 - La realtà? Questione di convinzioni

Maggio 12, 2008 · No Comments

“Quanto costa? Sì, si sente che è buono. E quello? Costa così poco? Faccia assaggiare. Bleah! Grazie prendo l’altro”.

Dev’essere andata più o meno così di fronte agli scienziati di Caltech e Standford mentre svolgevano il loro esperimento. Presentavano lo stesso vino all’ignara cavia a cui era stato detto solo il prezzo (falso) delle bottiglie. Con una certa costanza il vino presentato come più caro risultava più gradevole al degustatore.

Successivamente l’esperimento è stato condotto collegando ai degustatori una di quelle macchine che “leggono” l’attività cerebrale.

Bastava dire che il vino che stavano per assaggiare era quello più costoso che si vedeva un’attività cerebrale più intensa nell’area del cervello coinvolta nell’esperienza del piacere.

Altro scenario, altro esperimento.

Columbia University. Tor Wager, neuroscienziato, sottopone a scariche elettriche(!), alcuni studenti volontari per l’esperimento. Dopo le prime scariche viene data loro una crema per attenuare il dolore. Gli studenti reagiscono molto meglio alle scariche. Se non che….se non che la crema in realtà non aveva alcuna proprietà lenitiva.

E allora? Allora tutto viene spiegato dalle immagini sullo scanner cerebrale collegato agli studenti “cavie”. La loro corteccia prefrontale, la zona del cervello associata al pensiero razionale, alla sola notizia che sarebbe stata spalmata loro una crema che preveniva il dolore, rispondeva inibendo l’attività del cervello normalmente eccitata dal dolore. Lo stesso effetto dei farmaci antidolorifici.

Standford. Baba Shiv, neuroscienziato, dà ad alcuni soggetti una bevanda energetica. Un guppo paga la bevanda un certo prezzo. Ad un gruppo viene fornita ad un prezzo scontato. Tutti vengono sottoposti ad alcune prove consistenti nella soluzione di alcuni puzzles. Indovina! Chi aveva pagato il prezzo premio riusciva a risolvere il puzzles più velocemente di coloro che avevano pagato il prezzo scontato anche se le due bevande erano identiche!

Università di Bordeaux. Fedric Brochet, psicologo cognitivista, fa assaggiare a degli esperti una qualità di vino rosso e chiede loro di descriverne le caratteristiche, poi passa ad un vino bianco, poi di nuovo ad un vino “rosso”. Tutti e tre i vini sono descritti con termini adeguati alla tipologia di vino. Venivano indicate sfumature gustative e olfattive normalmente associate ai vini rosso e ai vini neri. Ma….ma gli esperti non potevano sapere che l’ultimo vino rosso che avevano assaggiato era in realtà un vino bianco “colorato”!.

Tutto questo dimostra, su basi scientifiche, come le nostre credenze, le nostre convinzioni, le nostre aspettative influenzano la nostra percezione della realtà. Le immagini dell’attività cerebrale conferma che ciò che ci si aspetta influenza l’intensità delle nostre sensazioni.

Tutto ciò ha forti ripercussioni a livello di marketing. Possiamo alterare la percezione dei prodotti rendendoli più attraenti, più sicuri, più “buoni”, semplicemente aumentando le aspettative in tal senso. Uno dei mezzi per farlo è aumentarne i prezzi, l’altro è creare, con una efficace attività di marketing, aspettative elevate rispetto alla capacità del prodotto di soddisfare i bisogni dei clienti.

Succede tutti i giorni. Auto identiche marcate in modo diverso sono percepite come più sicure, affidabili d’elite, per l’effetto alone delle delle caratteristiche emozionali associate al marchio. Un esempio? Skoda e Wolkswagen, Toyota e Geo.

Ma che dire dell’abbigliamento, tutto prodotto nell’est sempre più estremo e prezzato (e di conseguenza apprezzato) in modo diversissimo, dai pochi euro sul banco del cinesino al mercato, alle centinaia di euro nella boutique di lusso.

Nell’ambito dello sviluppo personale come possiamo sfruttare questa caratteristica del cervello di rendere ogni esperienza il risultato finale di un processo di elaborazione e interpretazione? Come possiamo sfruttare il fatto che se crediamo che qualcosa soddisfi i nostri bisogni interpretiamo i nostri sensi  coerentemente con la nostra convinzione? E che pericoli nascondono queste profezie che si avverano da sé?

Se hai aspettative positive proverai sensazioni più piacevoli, darai più valore alle esperienze che vivi. Aspettative negative producono sensazioni meno piacevoli o spiacevoli e ti porteranno a dare meno valore alle esperienze che vivi. 

Non è tanto importante quello che ci accade, ma come interpretiamo ciò che ci accade. Una stessa realtà può essere vissuta e percepita in modo migliore o peggiore in base alle convinzioni personali.

Cambia le tue convinzioni e cambierai la tua realtà.

Per cambiare convinzioni, cambia la direzione della tua attenzione. Concentrato sul lato positivo delle cose. Trova tutti i riferimenti che rafforzano la realtà che desideri e la tua percezione della realtà muterà in quella direzione. Profetizza la realizzazione dei tuoi sogni e diverrai automaticamente più sensibile a tutto ciò che può aiutarti a realizzarli. 

Nessun “segreto”, niente di particolarmente “magico” o ”esoterico”, tutto spiegato da soldida neuroscienza!

 E tu come la pensi? Inserisci il tuo commento

 

 

 

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07/05/2008 mercoledì - Ancora Ancore

Maggio 7, 2008 · No Comments

“Un pacchetto di Camel senza filtro, per favore”

Mi trovo al bar tabacchi del WTC di Milanofiori. Mi volto. Lo guardo. Capelli brizzolati, un po’ stempiato, sulla cinquantina. Prosegue.

“Sono dieci anni che non le fumo più. Adesso le ho viste lì, mi è venuta voglia di riprovarle”

Ecco, ancora loro. Potenti. Scattano e non puoi farci niente. O quasi.

Come vuoi chiamarle? Ancore, condizionamenti, interruttori.

Io ho le mie. Poco fa ho sentito il profumo dei fondi del caffè di questa mattina. Adesso sono qui a battere le dita sulla tastiera con la mia tazza fumante affiancata al mio portatile.

“Un ancora non è altro che una neuroassociazione che lega nel nostro cervello uno stimolo a una risposta”

Leader di te stesso - Roberto Re

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 ”Ogni volta che l’individuo fa qualcosa di nuovo, crea un nuovo percorso grazie al quale può facilmente accedere di nuovo a quell’esperienza. Ogni volta che ripetete un determinato comportamento, rafforzate la connessione nervosa ad esso associata….ecco in che modo la gente si “connette permanentemente” a certi comportamenti automatici”

Cambia vita in 7 giorni - Paul McKenna

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“Al pari di innumerevoli altri oggetti del nostro ambiente, una bandierà costituisce un punto d’appoggio, un’ancora, uno stimolo sensorio collegato a una serie di stati d’animo. E un’ancora può essere una parola, una frase, un contatto o un oggetto; qualcosa che vediamo, udiamo, sentiamo, gustiamo od odoriamo.”

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri - Anthony Robbins

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E le ancore sono potenti. Possono cambiare il tuo stato d’animo in un attimo. Possono farti fare cose che non avresti pensanto di fare o di fare di nuovo. Possono farti piangere ridere, riflettere.

E’ un potente strumento da utilizzare per padroneggiare i tuoi stati d’animo, le tue emozioni, per entrare nella tua condizione migliore, per disporti favorevolemente ad un incontro, ad un evento, ad una prestazione professionale o personale.

E’ uno strumento da padroneggiare, da utilizzare a tuo favore. Possono essere il tuo inferno o il tuo paradiso. Più sei consapevole delle tue ancore più puoi utilizzarle a tuo favore.

Inizia subito. Quali sono le tue ancore?

Scrivile qui

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06/05/2008 martedì - L’incendio e la goccia

Maggio 6, 2008 · No Comments

“Un giorno, la foresta prende fuoco e gli animali fuggono in cerca di un luogo sicuro. Mentre fugge, la scimmia nota un uccellino che vola in direzione delle fiamme.”Che cosa stai facendo - domanda la scimmia, non vedi che la foresta si è incendiata?”.”Sì - risponde l’uccellino -. Ma sto portando nel becco alcune gocce d’acqua, per spegnere il fuoco”.La scimmia scoppia a ridere: “Uccellino scemo e presuntuoso. Come puoi spegnere quel fuoco con poche gocce d’acqua?”.”So che non posso. Ma, per lo meno, sto facendo la mia parte e mi auguro che tutti che gli altri avvertano il mio sforzo. Se tutti gli animali seguiranno il mio esempio, riusciremo a dominare le fiamme e a salvare la nostra foresta”.
(Paulo Coelho - Favola brasiliana)

A volte, un gesto apparentemente inutile, può cambiare il mondo.

Un’azione, per quanto piccola, rappresenta un esempio, un esempio crea una coscienza condivisa indelebile, una coscienza condivisa alimenta un cambiamento che può diventare inarrestabile.

Fai quel che puoi, avrai fatto quel che devi.

Aiutami a migliorare e a fornirti un servizio ancora migliore lasciando un commento nel box qui sotto. Grazie!

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