Ognuno vende le sue certezze.
Sì, perché la gente, tutti noi, vogliamo illuderci di vivere in mondo di verità assolute.
Nella vita di tutti i giorni ma anche in quegli ambiti, come il mondo scientifico, dove il senso comune ritiene regni la verità, la certezza, l’esatto, l’assoluto, ci si trova di fronte a contraddizioni, conflitti fra le verità di cui l’esperto di turno si fa paladino.
Questo ci sconcerta, ci spiazza, ci scuote.
Le certezze, invece, ci fanno sentire a nostro agio.
Ma la realtà è troppo complessa per darci certezze.
Noi siamo troppo complessi per leggere ed interpretare, tutti, allo stesso modo una stessa realtà.
I dati di fatto sono filtrati dai nostri sensi e sentimenti.
Viviamo immersi in sistemi complessi, siamo sistemi complessi. Siamo abituati a pensare in termini lineari ma quasi mai questi descrivono correttamente l’intrico di feedback o contro feedback, azioni e reazioni circolari, indirette, vincolate e vincolanti. Qualcuno ha definito tutto questo Kaos.
La scienza si sforza di fornire strumenti per dare certezze. Ma gli strumenti sono utilizzati dagli uomini, che hanno ambizioni, interessi, obiettivi.
E così ecco che si creano discussioni, controversie. E giù numeri, prove, riferimenti, citazioni, a sostegno delle proprie tesi.
E noi, affamati di certezze, sposiamo una tesi o l’altra e ci battiamo per questa. Siamo convinti che, in quanto “scientifica”, sia vera.
Quello che ho imparato oggi è che il meglio che possiamo fare è farci un’opinione sforzandosi di conoscere tutte le “verità” relative allo stesso oggetto.
Post ispirato dalla lettura dell’articolo,, apparso su Nòva24, “Non più dogmi ma controversie” di Bruno Latour, professore e prorettore per la ricerca all’Università Sciences Po di Parigi.
Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento.