“Sto fissando la torre per imprimermela nella memoria e ricordarmi per sempre di questo bel momento”.
Ieri gita fuori porta a Chiaravalle.
Sono ormai 12 anni che vivo a Milano, da tempo volevo visitare l’abbazia e ieri ci siamo decisi ad andare.
A un certo punto Antonella si ferma e fissa la torre dalla particolarissima architettura. “Cosa stai facendo?”, “Sto fissando la torre per imprimermela nella memoria e ricordarmi di questo momento felice”
Stava praticando un’ancora emozionale. Lo stava facendo in modo spontaneo, naturale. Forse le ho anche parlato in passato di questa strategia della Programmazione Neuro Linguistica, ma di certo non se ne ricorda. Gli è venuto naturale farlo.
Ma cosa è un’ancora emozionale. Beh, niente di nuovo. All’inizio del secolo scorso un tale Pavlov riuscì a creare una risposta automatica dei suoi cani ad un preciso stimolo. Pavlov iniziò a far suonare un campanello ogni volta che dispensava cibo ai suoi cani. Ben presto si accorse che bastava far suonare il campanello per ottenere dai cani le stesse reazioni che avevano presentandogli il loro cibo: salivazione, eccitazione. Aveva generato un comportamento condizionato in risposta ad uno stimolo che non aveva nulla a che vedere con il comportamento stesso.
Questo tipo di condizionamento vale per i comportamenti ma vale anche per gli stati d’animo. E’ possibile generare uno specifico stato d’animo in risposta ad uno stimolo neutro. Guardo una foto e l’associo al sentimento che provo per la persona ritratta, ascolto una musica e l’associo allo stato d’amino che avevo nel periodo in cui l’ascoltavo spesso, ricordo l’immagine di una torre e rivivo la spensieratezza, la gioia, la felicità di un momento.
Grazie Lella, per quello che, con o senza consapevolezza, sei capace i insegnarmi ogni giorno
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