IoManager - Diario di Crescita

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28/06/2008 sabato - L’imperfezione perfetta

Giugno 28, 2008 · Nessun Commento

La perfezione non paga.

Un’esecuzione perfetta di un brano di musica è fredda, non comunica niente, non trasmette emozioni.

Rimasi colpito da un software per la produzione di musica che aveva la funzione humanize. Il software ti consentiva di riprodurre un brano perfetto nella metrica e nell’intonazione sultato era troppo perfetto per essere vero. Con la funzione humanize si introducevano quelle piccolissime imperfezioni che lo rendevano umano.

Nel libro di Giovanni Allevi “La musica in testa” è presente questo brano che esprime benissimo il concetto:

Giovanni Allevi - imperfezione“Il martelletto, per produrre un nota, percuote tre corde intonate alla stessa altezza”. Una macchina è in grado di ottenere dalle tre corde tre suoni perfettamente identici. Ma così il suono risultante perde vita e interesse. Il suo intento [l'intento dell'accordatore n.d.r.], invece, è di conferire loro una sottile differenza. In questo modo il suono risultante è un’onda che si frantuma, si modifica nel tempo, vive più a lungo, come la fiamma di una candela. Un suono imperfetto, stando al giudizio di una macchina, ma è la sua imperfezione a renderlo unico e comunicativo. In altre parole: umano.

Il nocciolo dell’umanità è l’essere imperfetti. E allora basta con la perfezione! Noi siamo esseri imperfetti e per questo straordinariamento belli!

Adoro il pianoforte perché sublima la mia imperfezione.”

Ricordatelo ogni volta che rimandi l’azione perché ancora non sei pronto, non è tutto perfetto.

Ricordatelo ogni volta che ti abbatti per le tue imperfezioni.

Ricordatelo ogni volta che peni che dovresti essere perfetto.

Ancora sull’imperfezione.

Questa è la lezione di oggi.

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8/06/2008 domenica - Autostima e rinforzo positivo

Giugno 8, 2008 · Nessun Commento

Non puoi far nascere l’autostima negli altri, no, non puoi farlo.

Puoi “solo” incoraggiare gli altri a stimare se stessi. Puoi alimentare la scintilla di stima che dimora in ciascuno.

In che modo?

Non certo rimproverando, disapprovando, facendo confronti. Il metodo più efficace è il rinforzo positivo.

Cosa è il rinforzo positivo?

E’ l’attenzione positiva che l’altro riceve in risposta ad un comportamento che va nella direzione desiderata.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro fa qualcosa che lo farà avere stima per se stesso.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro NON fa qualcosa che NON lo farà avere stima di se stesso.

Dimostragli la TUA stima in lui e alimenterai la SUA stima se stesso.

Sii da esempio, sii fonte di ispirazione, fai quello che ti aspetteresti da lui, ISPIRA i comportamenti che, se adottati, alimenteranno la sua stima.

Fai tutto questo e preparati a goderti i risultati che otterrai.

 

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12/05/2008 lunedì - Il vizio dell’approvazione

Maggio 12, 2008 · Nessun Commento

Le emozioni devono essere espresse liberamente, senza il timore del giudizio degli altri.

Certo non sempre è facile, addirittura non sempre è possibile se non pagandone un prezzo alto. D’altronde anche non farlo primo o poi ti porta a pagare il conto. E con gli interessi, per giunta.

Dunque vivi, esprimiti, lasciati andare, esterna le tue emozioni.

Fatti lasciare dal “vizio dell’approvazione”! Sii sponataneo.

Quello a cui resisti tenderà a emergere in modo ancora più evidente, ciò che nascondi attirerà l’attenzione.

Se sei triste, alzati, salta, inizia a ballare e a cantare! Il tuo corpo reagirà, la tua mente reagirà.

Imapara dai bambini, loro fanno e dicono quel che sentono di fare e dire, sono indipendenti dall’accoglienza positiva degli altri.

 

“Se gli impulsi naturali di qualcuno vengono inibiti, irrompono in nevrosi”

“Se vi trovate in uno stato di deprssione, correte un rischio emotivo. Quando gli stimoli emotivi sono bloccati, allora ci deprimiamo. Esprimente i vostri sentimenti. senza conferire un’importanza esagerata al fatto che trovino un’accoglienza positiva da parte degli altri, oppure no”

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Esiste il modo di vivere ed essere felici: credere nelle cose impossibili e nei miracoli. Quelli che puoi fare anche tu!
Anthony De Mello

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24/04/2008 giovedì - Impressioni positive

Aprile 24, 2008 · Nessun Commento

I fattori che più influenzano gli altri nell’ispirare confidenza sono:

  • Il modo in cui ti presenti
  • Il modo in cui ti muovi 
  • Il modo in cui parli

Se cammini in una stanza con una postura eretta, stringi la mano con fermezza e mantieni il contatto visivo con i tuoi interlocutori, prima che tu apra bocca, avrai dato l’impressione di avere doti di leader.

Secondo le ricerche in questo campo, solo il 7% delle attribuzioni della leadership ad una persona sono connesse alla sua conoscenza della materia, il 93% è attribuita in base al suo aspetto, al tono della voce e al come si comporta, ed è questo 93% che ispira a muove gli altri.

Se l’immagine conta, certamente l’abbigliamento ha la sua parte. I’abbigliamento deve essere adeguato all’ambiente, al ruolo, ma deve anche essere tale da farti sentire a tuo agio. Se non sei abituato a portare la cravatta, meglio scegliere uno stie elegante ma senza quell’accessorio, piuttosto che sembrare impacciati.

Il modo in cui parli  conta per un 38% nella qualità del giudizio che ispiri in chi ti ascolta. Le inflessioni dialettali sono in genere da evitare, anche se alcuni dialetti più graditi e suscitano simpatia. Più importante è il tono della voce e la velocità e il ritmo del discorso

Liberamente tratto e rielaborato da english24 nr. 5 maggio 2008 

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Oggi ho imparato che basta allenarsi e concentrarsi su pochi aspetti per migliorare notevolmente l’impressione che lasci.

 

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11/04/2008 venerdì - Screen saver, casualità e assertività

Aprile 11, 2008 · Nessun Commento

Napoli. Corso sulla vendita del software. Claudio Campironi di HRD sta facendo, come sempre, un ottimo lavoro. Sono seduto in seconda file e l’occhio mi cade sullo screen saver di uno dei partecipanti:

“Chi chiude un occhio causa dolore, chi riprende a viso aperto procura piacere”.

La scritta scorre lenta sul video e si sedimenta nella mia mente.

Affrontare le difficoltà, affrontare le emozioni negative, esprimere con chiarezza il proprio punto di vista, rispettando l’altro, e proprio per il rispetto dell’altro esternare con serenità ed educazione il proprio disaccordo, chiedere di modificare comportamenti che oltrepassano i limiti, non lasciare che gli altrisi approfittino di te, essere diretti, onesti, trasparenti, manifestare e difendere le proprie opionioni, diritti, esigenze….

…in una parola essere assertivi!

Per evitare il tuo dolore, causato dalla frustrazione del subire e del non dire. Per evitare il dolore altrui se non gli dai l’opportunità di capire, di cambiare, di migliorare, anche e soprattutto attraverso il tuo esempio.

Essere assertivi per non rimuginare e fomentare ma per soffocare e spegnere le incomprensioni sul nascere e continuare il cammino insieme, per affrontare e risolvere i problemi e non pepetuare il rancore, per creare le condizioni migliori per generare serenità e piacere.

A volte le lezioni migliori arrivano quando meno te le aspetti, quasi per caso, basta unauna scritta in movimento….

Grazie caualità!

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2/3/2008 domenica - Buoni maestri

Marzo 2, 2008 · Nessun Commento

“Gli alunni difettosi, per loro fortuna, sono aggiustabili. E il Diario di scuola ne è la prova testimoniale. Il nucleo del libro è, infatti, la storia dell’alunno Daniel Pennacchioni, cioè il nostro Pennac, e del suo difficile rapporto con la scuola e lo studio. Va male sin dagli esordi, non capisce nulla, non ricorda nulla, non impara nulla.”

“…Ampia parte del Diario di scuola è quindi la vicenda di una sofferenza profonda. Della convinzione di essere un somaro. … Lui … con un padre laureato al Politecnico, … si deprime: «Faccio schifo, non ce la farò mai».

Giovanni Pacchiani - Io, somaro salvato dai prof - Il Sole 24 Ore del 2/3/2008 pag. 38

Diario di scuola   E’ il commento al libro “Diario di scuola” di Daniel Pennac  

Prosegue parlando dei genitori e degli insegnanti considerano Daniel inadeguato, il fratello trova una spiegazione delle sue mancanze nella presunta caduta nella discarica comunale dove sarebbe rimasto diverse ore sotto il sole.

Su Daniel pesa il senso di inadeguatezza e la pura di sentirsi escluso, paura che lo porta a sognare “l’esilio in capo al mondo” per dimenticare la scuola e l’ansia della madre.

Per fortuna Daniel viene salvato dall’incontro con tre o quattro professori eccezionali che riescono a infondergli la passione e il desiderio di sapere.

Daniel Pennac finisce per salire egli stesso in cattedra dal 1969 al 1995 e diventare uno dei più noti scrittori contemporanei.

Sono tanti gli spunti di riflessione che ho tratto da questo articolo.

La storia del disadattato Daniel che disadattato non è ma rischia di diventarlo per sempre “grazie” al potere delle etichette facilmente e frettolosamente appiccicate con una colla più forte dell’Attack.

Le etichette assomigliano alle profezie che si autoavverano e alle incapacità apprese: un mio comportamento occasionale viene etichettato (es. “non sai disegnare”), da quel momento il radar è puntato sugli errori (”di disegno). “Toh eccone un altro venuto male”, ti senti ripetere (nel senso che te lo ripetono ma anche che inizi ripeterlo a te stesso) che “non sei portato per il disegno”. Accade due o tre volte. Alla fine inizi a esserne convinto anche te. Cosa accade da quel momento? Ti sforzerai di migliorare? Perché mai, tempo sprecato, non sono portato per il disegno….

Wyne W. Dyer in “Le vostre zone erronee” racconta del circolo vizioso della timidezze e dell’incapacità appresa in matematica .

Funziona così:

1)Sono timido -> 2) Guarda che bella gente -> 3) Ora mi avvicino -> 4) No? Non posso.. -> 5) Perché no? -> Perché -> 1) Sono timido …..

1)Vado male in matematica (sono sempre andato male) -> 2) Stasera devo fare questi problemi di algebra -> 3) Penso di risolverli -> 4) Non ci riesco (dopo 10 minuti).. -> 5) Perché no? -> Perché -> 1) Vado male in matematica …..

Le vostre zone erronee Le vostre zone erronee
Guida all’indipendenza dello spirito
Wayne W. DyerDimmi di più…

Come ne esci? Devi intervenire fra il punto 3 e 4 sforzandoti di staccarti l’etichetta e iniziando a fare proprio quello che fino ad oggi hai pensato di non saper fare. Inizia a smontare la tua convinzione scovando nella memoria tutte le occasioni in cui è stata smentita. Rivolgi il radar in direzione opposta e inizia a rilevare tutte le prove che dimostrano che puoi…. Agisci subito, mettiti alla prova facendo quello che hai sempre pensato di non saper fare.

Questo è quello che hanno fatto i buoni maestri di Daniel, trasformandolo da bimbo problematico a maestro.

Anche per me il compito di italiano era un incubo. Che sofferenza quel foglio bianco! Quanti trucchetti per arrivare a riempire quelle due colonne e mezzo che sfioravano la decenza in fatto di lunghezza del tema. Per non parlare dei contenuti!

…se penso a quanto sto scrivendo adesso….

Quello che ho imparato oggi è che non è mai troppo tardi per superare i propri supposti limiti, per dimostrare a se stessi di essere diversi, migliori, oggi più di ieri, domani ancora di più… 

Grazie Daniel

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26/02/2008 martedì - Sii te stesso!

Febbraio 26, 2008 · Nessun Commento

Siate chi siete!

…sono molti coloro che sprecano tempo cercando di mascherarsi in tutti i modi davanti agli altri…se invece comprenderssero questo principio di fondo, le loro vite sarebbero sostanzialmente più felici”

Paul McKenna - Sicuri di sé in un attimo

Sicuri di Sé in un Attimo Sicuri di Sé in un Attimo
Con CD audio
Paul McKenna

Paul McKenna - Sicuri di sé in un attimo

Oggi ho tenuto un Web Seminar per i rivenditori di uno dei prodotti software che seguo per il mio lavoro.

Il Web Seminar è stato registrato e sarà messo a disposizione dei clienti.

Parlare in pubblico rappresenta una delle paure più diffuse.

Paul McKenna sostiene che il problema nasce a scuola quando ti viene chiesto di leggere a voce alta e gli insegnanti e la classe sottoliniano i tuoi errori anziché rinforzare i risultati positivi. Così facendo l’idea di esporti al pubblico viene associata a emozioni negative quali vergogna e imbarazzo.

Ecco come mi alleno per affrontare il pubblico:

  • mi preparo al meglio sull’argomento
  • visualizzo più volte la scena di me davanti al pubblico, mi vedo parlare con sicurezza, scioltezza ed energia e mi prefiguro l’apprezzamento finale
  • ripenso ad altre occasioni in cui sono stato soddisfatto della mia performance e ho ricevuto l’apprezzamento degli ascoltatori
  • cerco di prevedere ogni possibile inconveniente e obiezione e mi preaparo adeguatamente prevenirli, a rispondere, a evitarli
  • predispongo una traccia e la ripasso più volte
  • appena prima dell’evento mi metto in uno stato d’animo positivo e pensando di nuovo a precedenti occasioni di successo e al fato che mi sono preparato adeguatamente
  • durante la presentazione cerco di divertirmi e di essere me stesso
  • dopo la presentazione cerco di scoprire dove e come avrei potuto fare meglio, per migliorare ogni volta di più…

Anche questa volta ha funzionato: è stata un’ottima presentazione e un’ottima opportunità per migliorare.

Quello che ho imaprato oggi è che il miglior modo di presentarsi è essere se stessi,che la migliore strategia per affrontare le sfide é prevedere, prepararsi, pianificare, visualizzare, affrontare le difficoltà con ironia e rilassatezza. Poi occorre verificare,  correggere la rotta e celebrare i successi …e anche gli insuccessi in quanto rappresentano le basi su cui costruire il miglioraramento quotidiano.

Grazie o mentori del pensiero positivo!

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