IoManager - Diario di Crescita

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20/07/2008 domenica - Di’ solo grazie (non giudicare)

Luglio 20, 2008 · Nessun Commento

“Fate questo esercizio: per una settimana, considerate qualsiasi idea che vi venga presentata con assoluta neutralità; pensate a voi stessi come a un cittadino svizzero; non prendete posizioni, non esprimente opinioni, non giudicate le osservazioni. Se vi sembra di essere strutturalmente incapaci di dire soltatnto «grazie», formulate  una frase innocua del tipo: «Grazie. non ci avevo pensato», oppure «Grazie. Mi hai suggerito qualcosa su cui riflettere».

Marshall Goldsmith (con Mark Reiter) - Ciò che ti ha portato qui, non ti farà anadare avanti

Come evitare le 10 cattive abitudini che possono ostacolare la carriera - Ed. TEA

 

 

Se chiedi un consiglio o un feedback e poi giudichi quello che ti viene detto ottieni due cose:

  1. Tutti eviteranno di darti consigli
  2. Nessuno ti dara un consiglio sincero

Non credo che questo sia il risultato a cui aspiri, vero?

Se non giudichi otterrari invece questi due risultati:

  1. Niente più discussioni inutili
  2. Tanti suggerimenti utili e feedback veramente sinceri

Niente male, vero?

La cattiva abitudine di giudicare è una delle 20 individuate da Marshall Goldsmith.

Sono 20 atteggiamenti che aiutano le persone ad avere successo, ma che da un certo punto in poi diventano il principale ostacolo a progredire ulteriormente nella loro carriera.

“Più in alto si arriva, più i problemi sono di tipo comportamentale”. Per arrivare in certe posizioni le conoscenze tecniche e le capacità sono scontate, altrimenti non si arriverebbe a certi livelli. Quello che fa veramente la differenza sono gli aspetti comportamentali. Il QI è necessario ma non più sufficiente, molto più importante è il QE: il quoziente di intelligenza emotiva.

Inserisci un commento, fammi sapere se dei d’accordo (…ti dirò solo grazie senza giudicarlo!)

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Categorie: Atteggiamento mentale · Cambiamento · Comunicazione · Sviluppo Personale
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15/07/2008 martedì - Posso farti una domanda?

Luglio 15, 2008 · Nessun Commento

Newton

Newton

 

“Sir Isaac Newton era seduto sotto un albero quando vide cadere una mela.

 

 

Non si fece alcuna domanda.

Non scoprì mai la gravità della cosa”

 

Così si legge sulla pagina pubblicitaria di un’auto di fascia alta (per i più curiosi http://www.curiosi.info)

Dopo questo hai ancora qualche dubbio sull’importanza delle domande?

Primo - perché accada qualcosa a te o perché tu sia il motore di un evento devi porti o porre delle domande.

Secondo - perché accada qualcosa di buono, devi porti buone domande.

Le domande aiutano a spostare la tua attenzione su qualcosa. Le domande aiutano a intepretare le tue esperienze.

Se non sei soddisfatto di quello che provi o provochi, probabilmente quello che devi fare è modificare la qualità delle domande che fai agli altri e a te stesso.

Non riesci a migliorare? Cambia la qualità delle domande circa la qualità della tua vita.

Non riesci a vendere? Cambia la qualità delle domande che fai al tuo cliente.

Non sei soddisfatto delle tue emozioni? Usa le domande per spostare l’attenzione su ciò che genera in te un sentimento positivo. 

Non trovi la soluzione? Poniti domande diverse che ti indirizzano verso le soluzioni?

Esempi di domande tratte da:

Leader di te stesso Leader di te stesso
Come sfruttare al meglio il tuo potenziale per migliorare la qualità della tua vita personale e professionale
Roberto ReCompralo su il Giardino dei Libri

Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario

Anthony RobbinsCompralo su il Giardino dei Libri

Esempi di domande pessime:

  • Perché non ho sucesso?
  • Perché proprio a me?
  • Cosa c’è di sbagliato nella mia vita?
  • Che senso ha quello che mi accade? Che senso ha vivere così?
  • Perché non riesco mai ad imparare nulla?
  • A cosa serve? Perché  provare, visto che tanto le cose non funzionerebbero comunque?
  • Perché non ne faccio mai una giusta?
  • E se mi rifiuta?
  • Perché mi tratti sempre così
  • Perché non mi apprezzi?
  • Cosa posso mangiare di goloso?
  • Perché non riesco a dimagrire?
  • Perchè nessuno mi ama?
  • Perché sono così depresso?

Esempi di domande ottimequalità (tratte da

  • Come posso sfruttare questa situazione?
  • Cosa potrò fare per gli altri in seguito a questa disgrazia?
  • Che cosa mi resta di buono?
  • Cosa c’è di bello nella mia vita?
  • C’è qualcosa che ora posso fare anche meglio di prima?
  • Come faccio ad avere un appuntamento con lei?
  • Che piani devo fare per ottenere il massimo?
  • Quale è la peggior cosa potrebbe capitarmi e come potrei superarla?
  • Cosa amo di più nel mio partner?
  • Cosa mi darà di positivo questa relazione?
  • Cosa potrei mangiare di di leggero ed energetico?
  • Questo cibo mi farà bene mi appesantirà?
  • Come posso dimagrire?
  • Come posso raggiungere il mio obiettivo divertendomi?
  • Quale è il prezzo da pagare se non smetterò con questa cosa?
  • Cosa posso fare per cambiare il mio stato d’animo per essere più amato e più felice?
  • Che cosa mi rende felice ora o cosa potrebbe rendermi felice se volessi?
  • Quali sono i miei ricordi più preziosi?
  • Cosa c’è di veramente bello, ora, nella mia vita?
  • Cosa posso imparare da questa situazione? Come posso sfruttarla?
  • Di cosa posso essere grato?
  • Come posso ribaltare la situazione?
  • Cosa sono disposto a fare e a cosa sono disposto a rinunicare perché la situazione sia come la voglio?
  • Come posso rendere piacevole il processo per fare ciò che devo fare?
  • Come posso dare il meglio in questa situazione?
  • Quali risorse ho per raggiungere questo obiettivo?
  • Cosa devo fare per essere al meglio di me stesso?
  • Come posso comunicare al meglio con questa persona?
  • Come posso esprimere tutto il mio potenziale adesso?
  • Chi amo? Chi mi ama?

Stmapale, leggile, ricordale, sfruttale.

Ehi mi raccomando, ricordati poi di agire di conseguenza!

 

Categorie: Atteggiamento mentale · Cambiamento · Comunicazione
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3/07/2008 - Come trattenere le persone migliori

Luglio 3, 2008 · Nessun Commento

Per trattenere le persone migliori non è sempre necessario pagarle di più.

Ecco quello che puoi fare:

Formazione

Se formi costantemente le tue persone stai accrescendo il loro valore, loro lo sanno e vorranno rimanere più a lungo con te

Obiettivi realistici

Gli obiettivi che gli assegni devono essere concordati e raggiungibili anche se ambiziosi

Ascolta

Ascolta più che parlare, dai frequenti feedback rispetto a quello che le persone ti dicono, tieni conto dei loro suggerimenti e concretizzali. Utilizza il contatto visivo e il linguaggio del corpo per far percepire che sei totalmente dedito ad ascoltare.

Risorse

Fornisci gli strumenti necessari per lavorare bene. Chiedi cosa ostacola una loro migliore performance

Soddisfazione

Fai in modo che il tempo sia speso sfruttando il talento delle tue persone e mantieni al minimo e più semplici possibili le attività amministrative e burocratiche

Carriera

Le persone non vogliano un lavoro, vogliano intraprendere una carriera. Fornisci a ciascuno un piano potenziale di carriera e fai in modo che sviluppino le esperienze e le capacità per realizzarlo

Cura

Abbi cura delle tue persone. Identifica i loro bisogni personali e professionali e vedi se puoi soddisfarli, specialmente quando sono particolarmente esausti e nei periodi di lavoro intenso

Riconoscimento

Sorprendi i tuoi collaboratori a fare le cose giuste! Gratificali subito, in base a comportamenti specifici e in pubblico

Se dai alle tue persone quello che difficilmente trovano altrove perché dovrebbero andarsene? Basta poco.

Liberamente tratto da “How to retain your best salespeople” di James Adonis in Sales Caffeine - Weekly Multi-Media Sales Jolt!

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28/06/2008 sabato - L’imperfezione perfetta

Giugno 28, 2008 · Nessun Commento

La perfezione non paga.

Un’esecuzione perfetta di un brano di musica è fredda, non comunica niente, non trasmette emozioni.

Rimasi colpito da un software per la produzione di musica che aveva la funzione humanize. Il software ti consentiva di riprodurre un brano perfetto nella metrica e nell’intonazione sultato era troppo perfetto per essere vero. Con la funzione humanize si introducevano quelle piccolissime imperfezioni che lo rendevano umano.

Nel libro di Giovanni Allevi “La musica in testa” è presente questo brano che esprime benissimo il concetto:

Giovanni Allevi - imperfezione“Il martelletto, per produrre un nota, percuote tre corde intonate alla stessa altezza”. Una macchina è in grado di ottenere dalle tre corde tre suoni perfettamente identici. Ma così il suono risultante perde vita e interesse. Il suo intento [l'intento dell'accordatore n.d.r.], invece, è di conferire loro una sottile differenza. In questo modo il suono risultante è un’onda che si frantuma, si modifica nel tempo, vive più a lungo, come la fiamma di una candela. Un suono imperfetto, stando al giudizio di una macchina, ma è la sua imperfezione a renderlo unico e comunicativo. In altre parole: umano.

Il nocciolo dell’umanità è l’essere imperfetti. E allora basta con la perfezione! Noi siamo esseri imperfetti e per questo straordinariamento belli!

Adoro il pianoforte perché sublima la mia imperfezione.”

Ricordatelo ogni volta che rimandi l’azione perché ancora non sei pronto, non è tutto perfetto.

Ricordatelo ogni volta che ti abbatti per le tue imperfezioni.

Ricordatelo ogni volta che peni che dovresti essere perfetto.

Ancora sull’imperfezione.

Questa è la lezione di oggi.

Categorie: Atteggiamento mentale · Autostima · Cambiamento · Sviluppo Personale
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20/06/2008 venerdì - E’semplice gestire obiettivi complessi

Giugno 20, 2008 · Nessun Commento

Stanno prendendo piede i software per la progettazione, il coordinamento, il controllo e l’ottimizzazione dei processi aziendali. Si chiamano Business process management (BPM) software.

Se ne parla in un articolo di Alan Cane del Financial Times e ripreso da Nòva24, intitolato “E’ semplice gestire la complessità”.

L’implementazione di un software BPM in azienda non è semplice. Richiede analisi, pianificazione, progettazione, controllo e messa a punto.

La via migliore è quella di partire da un singolo problema, ben identificato e procedere a piccoli passi con la messa a punto del sistema.

Questo processo è esattamente quello necessario per definire un obiettivo e realizzarlo.

Se l’obiettivo è ambizioso si spezza in piccoli passi, specifici e ben identificati. Si progetta un piano, si coordinano le attività identificate per realizzare l’obiettivo. Si controllano i risultati ottimizzando le azioni necessarie a tagliare il traguardo.

In questo modo gli obiettivi complessi possono essere raggiunti attraverso piccoli e semplici passi.

Con pazienza e persistenza.

ObiettiviVideo corso di Giacomo Bruno

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11/06/2008 mercoledì - Investimento in formazione: in quali ambiti?

Giugno 11, 2008 · Nessun Commento

Secondo una ricerca per il raggiungimento di posizioni sociali elevate contano più le origini sociali del titolo di studio.

Sono venuto a conoscenza della ricerca dall’articolo apparso sul Sole24Ore del 5/6/2008 “Il tempo della buona politica” di Antonio Schizzotto.

Perchè le origini sociali contano più del titolo di studio?  La ricerca indica che chi nasce in una famiglia con una posizione sociale elevata conosce i modi appropriati per interagire con gli altri e ha maggiori occasioni di accedere a relazioni che si rivelano utili, più utili delle competenze tecniche (Goldthorpe 2008).

Ciò dimostra quanto siano importanti le competenze relazionali e comunicative per il successo.

Ho già avuto modo di ricordare come il modo di comunicare prevale spesso sulla validità del contenuto. Nel senso che un contenuto valido se comunicato in modo indadeguato può non trovare lo stesso consenso e risonanza che avrebbe se trasmesso con enfasi e in modo da colpire l’immaginazione.

Se ti stai chiedendo in quali ambiti della formazione ti conviene investire per la tua crescita professionale qui c’è la risposta che cercavi: investi sulle capacità relazionali e comunicative e senz’altro aumenterai le tue possibilità di carriera.

 

Comunicazione

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8/06/2008 domenica - Autostima e rinforzo positivo

Giugno 8, 2008 · Nessun Commento

Non puoi far nascere l’autostima negli altri, no, non puoi farlo.

Puoi “solo” incoraggiare gli altri a stimare se stessi. Puoi alimentare la scintilla di stima che dimora in ciascuno.

In che modo?

Non certo rimproverando, disapprovando, facendo confronti. Il metodo più efficace è il rinforzo positivo.

Cosa è il rinforzo positivo?

E’ l’attenzione positiva che l’altro riceve in risposta ad un comportamento che va nella direzione desiderata.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro fa qualcosa che lo farà avere stima per se stesso.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro NON fa qualcosa che NON lo farà avere stima di se stesso.

Dimostragli la TUA stima in lui e alimenterai la SUA stima se stesso.

Sii da esempio, sii fonte di ispirazione, fai quello che ti aspetteresti da lui, ISPIRA i comportamenti che, se adottati, alimenteranno la sua stima.

Fai tutto questo e preparati a goderti i risultati che otterrai.

 

100 Regole per Motivare gli Altri 100 Regole per Motivare gli Altri
Come riescono i grandi leader a ottenere risultati incredibili senza far impazzire i propri collaboratoriSteve ChandlerCompralo su il Giardino dei Libri

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