“L’adulto ‘allenatore emotivo’ dovrà:
- interessarsi alle emozioni dei figli trasformandole in occazioni di intimità, dialogo e condivisione;
- trascorrere un po’ di tempo con i figli senza risultare impaziente e ansioso di sbarazzarsene, condividendo con loro sensazioni, palpitazioni e difficoltà;
- aiutare i figli a riconoscere le loro pulsioni e a gestirle serenamente prima che essi si sentano in balia di chissà quali oscure e temibili forze interiori;
- costruire insieme ai figli regole, interazioni, giochi, soluzioni di problemi e tanto ancora, attivando la cooperazione e la sintonizzazione.
Con interazioni e connessioni di questo tipo è possibile aiutare i figli a fidarsi dei propri sentimenti, a gestire le proprie emozioni, anche quelle più spinose e conflittuali, a sviluppare una buona stima di sé e a socializzare con più facilità. Questo è educare alle emozioni”
Riconoscere, modulare, sfruttare le emozioni è cruciale per tutti noi.
Chi ha la responsabilità di educare e far crescere i propri figli ha ancor più bisogno di queste competenze. Ne ha bisogno per sé e ha bisogno di trasmetterle ai suoi figli.
Peccato che nessuno te lo insegna. Se ne parla ancora troppo poco, i corsi in materia sono rari. Per fortuna esistono testi come quello di Mariani e Schiralli che danno indicazioni preziose e interessanti per far crescere i futuri uomini e donne sicuri, autonomi e ricchi di competenze emotive.
Donne e uomini capaci di essere più felici e di costruire relazioni, rapporti, situazioni, ambienti migliori.
Una concreta speranza per un futuro migliore.
Grazie Ulisse, grazie Rosanna.
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Qualche giorno fa ricevo un avviso dalla scuola materna di mia figlia: “Abbiamo organizzato un incontro con la psicologa della scuola dottoressa Simona Rilievi dal titolo <<Trasforma l’aggressività in energia creativa>>”.
Non potevo mancare!
E’ stata una bellissima lezione sulle emozioni dei bambini. Ecco alcuni spunti di cui farò tesoro e che mi piace condividere con te.
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E’ importante verbalizzare l’emozione, dare un nome alle proprie emozioni di genitori e aiutare il bambino a esprimerle. Parlare delle emozioni aiuta a gestirle. Con lo sviluppo delle sue capacità verbali il bimbo si dota di uno strumento in più per gestire la propria emotività. Per questo, in genere, è così difficile per un bimbo in età prescolare gestire rabbia, pianto ma anche le emozioni positive.
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E’ importante riconoscere l’emozione del bambino: mai negarla, minimizzarla, concedere sotto la pressione delle emozioni. Esempio:
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“Non arrabbiarti!” – reazione : “come faccio a non arrabbiarmi? Mi arrabbio ancora di più perché non so, non riesco a non arrabbiarmi”
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“Non essere arrabbiato!” – viene letto come non ESSERE te stesso
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“Non è niente, cosa vuoi che sia?” Reazione: “per me è tutto, per me è importante!”)
In pratica queste risposte fanno sì che il bambino non si senta compreso, accettato, aiutato.
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Additare il comportamento e non la persona evitando il sorgere di sensi di colpa inopportuni. Piuttosto spiegare i motivi per cui il comportamento non è accettabile, “Vedo che sei arrabbiato. Ti capisco, ma se ti comporti così puoi farti male o fare male a qualcun altro….”. Solo dopo che il bambino ha espresso come sa, come può, la sua emozione e dopo essersi sentito compreso (e non negato), il bimbo può calmarsi e affrontare il discorso sul piano razionale.
Inutile tentare di controllare l’emozione con la logica, finché l’emozione è forte, è già difficile per noi adulti, figurarsi per i bimbi. E’ proprio una questione fisica, neurologica: lo sapevi che il lobo frontale che controlla le emozioni finisce di svilupparsi solo dopo l’età di dieci anni?
Potrei continuare e sicuramente continuerò, magari su http://emozioni.piuchepuoi.it/ .
Serata fantastica.
Per finire ecco un possibile approccio pratico alla rabbia:
“Vedo che sei arrabbiato. Ti capisco, ma se ti comporti così puoi farti male o fare male a qualcun altro…., cosa possiamo fare per riuscire a giocare insieme?” e suggerire alternative, vie di mezzo, proporre un premio per il comportamento richiesto (rinforzo positivo) . …
Oggi ho imparato molto sull’emozioni dei miei figli, e anche sulle mie emozioni.
Grazie Simona.
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