Gli Inuit dall’Artico non aggrediscono ma isolano.
Gli Arapesh della Nuova Guinea educano i ragazzi a scaricare l’ira sulle cose per evitare di farlo sui propri simili.
Gli indiani Hopi reprimono l’aggressività fisica e non hanno il gusto della competizione, sorridono anche ai nemici.
Da Airone - Maggio 2008
Questi meccanismi di controllo dell’ira spostano l’oggetto dell’ira dall’avversario a qualcosa di inanimato.
Sì perchè lo scatto ira non si può reprimere, non è esatto dire di poter controllare l’ira. L’area del cervello razionale, la corteccia cerebrale, pur essendosi sviluppata molto con l’evoluzione, non è ancora in grado di controllare completamente l’istinto, la reazione, interviene in ritardo. Prima scattiamo, poi realizziamo che stiamo esagerando e cerchiamo di calmarci.
Il bello che lo facciamo anche semplicemente se immaginiamo di subire un torto, o che qualcuno ci offenda, o ci prenda in giro.
Se penso che non si può controllare l’ira mi arrabbio!
Che rabbia quest’ira!
Che lezione trarre da tutto ciò?
Sapere che fino ad un certo punto l’ira non si controlla mi aiuta a comprendere e perdonare, a comprendermi e perdonarmi. E non è poco….