“C’è sempre un eroe….un individuo che interpreta un bisogno e propone una soluzione creativa. …
Gli “eroi” hanno una visione chiara che prelude a una transizione verso sistemi di vita più sostenibili.
….non ci troviamo di fronte a creativi di professione e neppure a specialisti investiti di un ruolo istituzionale. Sono perlopiù persone comuni che con un enorme dispendio di energia portano avanti i loro progetti.
…Lo spirito che li muove è….il piacere che traggono dalla comunità.
Per liberare la creatività … occorre… percepire una discordanza fra quello che si vuole dalla vita e il sistema sociale in cui si è inseriti.
L’analisi di queste comunità racconta come il benessere non è solo riconducibile al numero di oggetti di cui si dispone … conta il valore della relazione con le altre persone, la capacità di prendere l’iniziativa.
…quello che muove … non sono questioni di tornaconto economico. La capacità di avvicinare le persone intorno a una idea, di stimolare a lavorare insieme….
Il valore della creazione collettiva non si traduce solo in vantaggio economico. Ma anche e soprattutto nel fatto che contribuire a raggiungere un risultato ha un portato emozionale e sociale che giustifica la fatica e le difficoltà.
Come scrive lo psicologo Mihaly Csikszentmihaly diventare padroni della propria vita, rendersi autonomi realizzando qualche qualche cosa rappresentano fonti di benessere superiori a quelle del denaro.
Tuttavia … quando finisce la spinta motivazionale dell’eroe, le comunità si sciolgono. Ma ci sono anche casi in cui il progetto sopravvive e acquista una forma più solida. In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a comunità felici, capaci di suscitare emozioni positive. E questo le rende per quanto effimere ugualmente bellissime.
http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/ (Luca Tremolada)
Anna Meroni, docente del Politecnico di Milano, curatrice della ricerca “Creative Communities”
Paolo Inghilleri, professore ordinario di Psicologia Sociale ed esponente della Psicologia Positiva “La buona vita”
Nòva24 del 21/2/2008 pagg. 8 – 9
Quando ho letto questo articolo mi sono emozionato. Mi sono emozionato perché non avrei trovato parole migliori per descrivere le motivazioni per cui ho creato IoManager e la rubrica Emozioni nel circuito PiùChePuoi.
Trarre piacere dal condividere, dall’esprimersi, dal creare relazioni, dall’aiutare, dall’ottenere risultati, piccoli o grandi che siano. Emozioni che giustificano la fatica, le difficoltà e gratificano più del denaro.
Oggi ho avuto conferma che il mio sogno è un sogno condiviso, analizzato e compreso.
Grazie Luca, Anna, Paolo