“…”E’ per questo che mi hai portato sulla vetta del Monte Cinque? Perché potessi vedere Israele?”
“Perché potessi vedere la valle, la città, le altre montagne, le rocce e le nuvole. Il Signore soleva ordinare ai suoi profeti di salire sulle montagne, per parlare con Lui. Io mi sono sempre domandato perché lo facesse, e adesso comprendo la risposta: quando siamo in alto, possiamo vedere tutto piccolo.
“Le nostre glorie e le nostre tristezze cessano di essere importanti. Quello che conquistiamo o che perdiamo rimane laggiù. Dall’alto della montagna, tu puoi vedere come sia grande il mondo, e come siano ampi gli orizzonti.”
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Monte cinque Paulo Coelho |
Oggi sono andato a Roma. Adoro volare. E questo è un’altra dimostrazione di quanto la mente possa influire sulle nostre percezioni ed emozioni: quante persone non prenderebbero mai un aereo?
Adoro volare, guardare il mondo dall’alto. Da lassù tutti pensieri, la lista delle cose da fare e che non riuscirò mai a completare, le piccole incomprensioni, i pregiudizi, le diversità, le preoccupazioni, tutte le inezie che ci avvelenano la vita, si percepiscono per quello che sono, inezie appunto. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero sostenere periodicamente.
Immaginare di essere prevato dalla scrivania affollata di cose fa fare, problemi da risolvere, e venire trasportati in alto, in alto, sempre più su. E vedere la scrivania e tutto quello che c’è sopra diventare sempre più piccoli, dei minuscoli puntini e poi svanire. Via, via che sali vedi la tua sedia, poi il tuo ufficio, l’edificio in cui lavori, il quartiere in cui lavori, la tua città, la tua provincia, la tua regione, la tua nazione, il tuo continente, la tua terra!
Che percezione hai dei tuoi problemi da lassù?
Sì, tutti dovrebbero fare questa esperienza di tanto in tanto per recuperare la giusta dimensione delle cose.
Quello che ho imparto oggi è che ciò che ci sembra una montagna insuperabile qui, oggi, ci sembrerà un granello di sabbia, se guardato da distanza e con distacco, osservandolo dal futuro.
Oggi ringrazio te, mente, per il tuo potere di immaginare e plasmare la percezione della realtà
