Archivi del mese: febbraio 2008

29/02/2008 venerdì – Bambini e Emozioni

Qualche giorno fa ricevo un avviso dalla scuola materna di mia figlia: “Abbiamo organizzato un incontro con la psicologa della scuola dottoressa Simona Rilievi dal titolo <<Trasforma l’aggressività in energia creativa>>”.

Non potevo mancare!

E’ stata una bellissima lezione sulle emozioni dei bambini. Ecco alcuni spunti di cui farò tesoro e che mi piace condividere con te.

  •  E’ importante verbalizzare l’emozione, dare un nome alle proprie emozioni di genitori e aiutare il bambino a esprimerle. Parlare delle emozioni aiuta a gestirle. Con lo sviluppo delle sue capacità verbali il bimbo si dota di uno strumento in più per gestire la propria emotività. Per questo, in genere, è così difficile per un bimbo in età prescolare gestire rabbia, pianto ma anche le emozioni positive.
  • E’ importante riconoscere l’emozione del bambino: mai negarla, minimizzarla, concedere sotto la pressione delle emozioni.  Esempio:
    • “Non arrabbiarti!” – reazione : “come faccio a non arrabbiarmi? Mi arrabbio ancora di più perché non so, non riesco a non arrabbiarmi”
    • “Non essere arrabbiato!” – viene letto come non ESSERE te stesso
    • “Non è niente, cosa vuoi che sia?” Reazione: “per me è tutto, per me è importante!”)

In pratica queste risposte fanno sì che il bambino non si senta compreso, accettato, aiutato.

  • Additare il comportamento e non la persona evitando il sorgere di sensi di colpa inopportuni. Piuttosto spiegare i motivi per cui il comportamento non è accettabile, “Vedo che sei arrabbiato. Ti capisco, ma se ti comporti così puoi farti male o fare male a qualcun altro….”. Solo dopo che il bambino ha espresso come sa, come può, la sua emozione e dopo essersi sentito compreso (e non negato), il bimbo può calmarsi e affrontare il discorso sul piano razionale.

Inutile tentare di controllare l’emozione con la logica, finché l’emozione è forte, è già difficile per noi adulti, figurarsi per i bimbi. E’ proprio una questione fisica, neurologica: lo sapevi che il lobo frontale che controlla le emozioni finisce di svilupparsi solo dopo l’età di dieci anni?

  • Non è necessario sforzarsi di interpretare o capire il moto emotivo del bimbo. E’ molto più importante riconoscerlo e far sapere al bimbo che l’abbiamo recepito.

Potrei continuare e sicuramente continuerò, magari su http://emozioni.piuchepuoi.it/ .

Serata fantastica.

Per finire ecco un possibile approccio pratico alla rabbia:

“Vedo che sei arrabbiato. Ti capisco, ma se ti comporti così puoi farti male o fare male a qualcun altro…., cosa possiamo fare per riuscire a giocare insieme?” e suggerire alternative, vie di mezzo, proporre un premio per il comportamento richiesto (rinforzo positivo) . …

 Oggi ho imparato molto sull’emozioni dei miei figli, e anche sulle mie emozioni.

Grazie Simona.

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28/02/2008 giovedì – Preoccupazioni e amori

“Regola della Tata:

nella vita non serve mai preoccuparsi per noi, ma bisogna occuparsi di noi.”

 Lucia Rizzi Lucia Rizzi – Fate i bravi

Dalla tata più famosa d’Italia, regole e consigli per diventare genitori sereni e figli felici.

Tutto bene (vedi post di ieri), solo un’infezione virale, con qualche conseguenza che si risolverà in pochi giorni.

E’ giusto occuparsi delle cose che normalmente preoccupano. Occupandosene, agiamo e agendo siamo coscienti di stare facendo il possibile, e per il resto, per il resto possiamo solo accettare quello che ci accade e viverlo con il giusto atteggiamento mentale.

Cerco sempre di essere pronto a tutto, di non dare niente per scontato, così posso sorprendermi e meravigliarmi ogni volta che mi capita qualcosa di bello, anche se fa parte della routine, e non sono colto di sorpresa quando mi capita invece qualcosa di spiacevole, in qualche modo sono già pronto.

Per questo è importante dire spesso “ti amo” a chi ami, “ti voglio bene” a chi vuoi bene, “ti stimo” a chi stimi, grazie a chi ha contribuito, anche solo un po’, anche inconsapevolmente alla tua crescita.

Lella ti amo! Erica e Chiara vi voglio bene!

Grazie Lucia

27/02/2008 mercoledì – Emozioni forti

Tutta la notte. Ogni mezzora si svegliava e stava male. Poi tutta la mattina.

Alle 12.30 ricevo la telefonata di Antonella: sto andando al pronto soccorso, perché Erica continua a stare male.

Da quel momento, prima strisciante poi sempre più evidente, una sensazione di malessere: preoccupazione? Ansia?

Ecco una buona occasione per analizzare le mie emozioni e mettere in pratica quello che vado predicando bene….

Vademecum per sfuggire dagli stati d’animo negativi:

 1)    Allenati ad ascoltare i segnali emotivi

Cosa sto provando? una sensazione di disagio, un nodo allo stomaco, i miei pensieri rapiti e congelati sul pensiero di mia figlia all’ospedale. Domande che non hanno risposta, o ne hanno tante ma tutte ugualmente insoddisfacenti perchè non sono risposte ma pure ipotesi.

2)    Indaga sull’origine delle tue emozioni

Paura di perdere una parte di me, come altro si potrebbe definire un figlio? Mancanza di certezza sulle cause e l’esito (“sicuramente una banale influenza virale, che domani sarà già dimenticata”, “…. e se così non fosse?”).

3)    Divertiti a scoprire il messaggio positivo dell’emozione

Cosa vogliono trasmettermi queste sensazioni? Allerta, sii pronto, cosa è nelle tue possibilità di fare per migliorare la situazione? Corri a dare supporto a tua moglie e tua figlia!

4)    Usa l’emozione a tuo favore sfruttandola per darti energia, positività e convogliandola verso comportamenti produttivi

Ok, mi concentro sul disagio, sul leggero disorientamento, sulla rabbia (verso chi?), su tutte queste emozioni e le utilizzo per darmi forza, vigore, energia, salutare i colleghi, prendere la macchina, essere forte e sereno, farò quello che posso e che devo per venirne fuori al meglio.

5)    Descrivi ciò che provi infondendo fiducia a te stesso e aprendoti agli altri con sincerità.

Prima di andarmene spiego la situazione ai colleghi, la racconto anche a me stesso, vorrei gridarla a tutte le persone che incontro. 

Mi sento meglio. Parlarne, agire, concentrarmi sullo spettro di emozioni, e guidarle per infondermi forza piuttosto che esserne travolto, funziona!

Sì, posso dire di predicare bene e razzolare altrettanto bene.

Oggi ho imparto troppe cose per poterle riassumere. Ma soprattutto ho provato a me stesso il potere magico delle emozioni.

Grazie a te, scintilla divina conservata nell’uomo e chiamata EMOZIONE

26/02/2008 martedì – Sii te stesso!

Siate chi siete!

…sono molti coloro che sprecano tempo cercando di mascherarsi in tutti i modi davanti agli altri…se invece comprenderssero questo principio di fondo, le loro vite sarebbero sostanzialmente più felici”

Paul McKenna – Sicuri di sé in un attimo

Sicuri di Sé in un Attimo Sicuri di Sé in un Attimo
Con CD audio
Paul McKenna

Paul McKenna – Sicuri di sé in un attimo

Oggi ho tenuto un Web Seminar per i rivenditori di uno dei prodotti software che seguo per il mio lavoro.

Il Web Seminar è stato registrato e sarà messo a disposizione dei clienti.

Parlare in pubblico rappresenta una delle paure più diffuse.

Paul McKenna sostiene che il problema nasce a scuola quando ti viene chiesto di leggere a voce alta e gli insegnanti e la classe sottoliniano i tuoi errori anziché rinforzare i risultati positivi. Così facendo l’idea di esporti al pubblico viene associata a emozioni negative quali vergogna e imbarazzo.

Ecco come mi alleno per affrontare il pubblico:

  • mi preparo al meglio sull’argomento
  • visualizzo più volte la scena di me davanti al pubblico, mi vedo parlare con sicurezza, scioltezza ed energia e mi prefiguro l’apprezzamento finale
  • ripenso ad altre occasioni in cui sono stato soddisfatto della mia performance e ho ricevuto l’apprezzamento degli ascoltatori
  • cerco di prevedere ogni possibile inconveniente e obiezione e mi preaparo adeguatamente prevenirli, a rispondere, a evitarli
  • predispongo una traccia e la ripasso più volte
  • appena prima dell’evento mi metto in uno stato d’animo positivo e pensando di nuovo a precedenti occasioni di successo e al fato che mi sono preparato adeguatamente
  • durante la presentazione cerco di divertirmi e di essere me stesso
  • dopo la presentazione cerco di scoprire dove e come avrei potuto fare meglio, per migliorare ogni volta di più…

Anche questa volta ha funzionato: è stata un’ottima presentazione e un’ottima opportunità per migliorare.

Quello che ho imaprato oggi è che il miglior modo di presentarsi è essere se stessi,che la migliore strategia per affrontare le sfide é prevedere, prepararsi, pianificare, visualizzare, affrontare le difficoltà con ironia e rilassatezza. Poi occorre verificare,  correggere la rotta e celebrare i successi …e anche gli insuccessi in quanto rappresentano le basi su cui costruire il miglioraramento quotidiano.

Grazie o mentori del pensiero positivo!

25/02/2008 Lunedì – Allenarsi all’autostima

“Oltre ai benefici sul piano fisico, praticare sport migliora l’autostima, la percezione del successo, l’orgoglio e, perché no, anche lo stimolo sessuale.

…Oltre ai benefici sul piano fisico, praticare attività sportiva porta notevoli benefici anche nell’ambito della sfera emozionale: quasi tre quarti delle donne che hanno partecipato all’indagine e che praticano sport, affermano infatti che l’attività fisica le rende persone emotivamente più forti.”

Italia Oggi del 22 febbraio 2008 pag. 26.

Ogni mattina quando esco di casa faccio tre piani a piedi. Per arrivare in ufficio ne faccio quattro.

Ormai da ben più di un anno ho deciso di limitare l’uso dell’ascensore e farmi delle sane scale. Sì, d’accordo, è praticamente l’unica attività sportiva che pratico, ma lo faccio con costanza da più di un anno.

Ho preso questa decisione dopo aver ascoltato un audio di Tony Robbins sul C.A.N.I. Constant And Never-ending Improvement (miglioramento costante e infinito).

In sostanza, individua, per ciascuna area importante della tua vita (salute, professione, relazioni, finanze), qualcosa che puoi fare subito per migliorare, anche solo di poco, la tua situazione. Agisci in quella direzione. Quando l’hai fatto trova subito un nuovo stimolo, una nuova meta che ti faccia procedere di un passo, anche piccolo, verso il un miglioramento del tuo benessere.

Passi piccoli, frequenti, continui: così si può riassumere il C.A.N.I. o CO.CO.MI. (la traduzione italiana dell’acronimo – “COntinuo e COstante MIglioramento”).

Bene. Per quanto riguarda la salute decisi di iniziare a fare le scale. Dopo qualche settimana decisi di farle di buona lena, poi di salire due scalini alla volta.

Oggi, l’azione di salire le scale ogni volta che entro nel palazzo dove lavoro mi dà un senso di sicurezza e autostima, mi dà la carica per iniziare con energia la giornata.

Un’ultima osservazione sull’articolo di Italia Oggi. La ricerca è stata effettuata su oltre 10 mila donne provenienti da nove paesi europei, di età compresa tra i 16 e i 30 anni.

L’indagine è stata commissionata a un istituto indipendente, TNS, da Nike.

Non metto in dubbio l’indipendenza di TNS, ma secondo te, è possibile che il committente influenzi, in qualche modo e con la buona fede di chi riceve la commessa, il risultato di un’indagine scientifica. Secondo te è possibile che si verifichi l’effetto alone che ho descritto a proposito dell’efficacia delle diverse tecniche di miglioramento, per cui se ti dico prima che una tecnica ottiene certi risultati tu sarai indotto a generare quei risultati su te stesso?

Inserisci un commento e fammi sapere la tua opinione!

Quello che ho imparato oggi è che, se hai un grande sogno, il modo migliore per realizzarlo è procedendo per piccoli, frequenti continui passi, avendo fede nella sua realizzazione, influenzando la tua mente con visualizzazioni di successo e anticipando le emozioni che proverai al traguardo.

Grazie Tony.

Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario

Anthony RobbinsDimmi di più…

24/02/2008 – Non ho tempo per occuparmi del tempo!

“Se affidaste i vostri obiettivi di ogni giorno anche solamente a un palo della luce, sarebbe comunque più probabile che li raggiungiate” – Michael Neill

Brian Tracy  sostiene che “Ogni minuto speso nel pianificare ti fa risparmiare dieci minuti nell’esecuzione”. Se dedichi 12 minuti alla pianificazione della giornata risparmi 100-120 minuti (circa 2 ore). Non male!

Scrivere i propri obiettivi, i traguardi da raggiungere aumenta incredibilmente la probabilità che tu li raggiunga.

Perché?  Perché scrivere vuol dire pensare, pensare vuol dire immaginare, immaginare scatena le nostre emozioni e le emozioni fissano a livello conscio e inconscio gli obiettivi.

Scrivere gli obiettivi e leggere frequentemente la lista ti consente di focalizzarti su ciò che è importante, ti aiuta a dare la giusta priorità alle attività togliendo dallo spazio visivo tutte quelle attività rubano tempo che non danno un reale contributo in termini di risultati importanti e di soddisfazione personale.

Adesso ti insegno un piccolo trucco, piccolo ma che comporta un grande cambiamento dell’atteggiamento mentale con cui ti approccerai alle liste. Un piccolo segreto che, ho sperimentato, darà un grandissimo contributo in termini di efficacia nel raggiungere i tuoi obiettivi.

L’ho imparato da un videocorso di Roberto Re “Tempo di risultati” . Questo semplice cambiamento di atteggiamento ha aumentato davvero la mia capacità di arrivare dritto al dunque.

Il segreto è questo: quando crei la tua lista pensa in questi termini:

“Che risultati voglio ottenere oggi”

Lo capisci? Non devi focalizzarti sulle “cose da fare”, ma sui risultati che vuoi ottenere. Sembra una piccola differenza, ma comporta uno spostamento del focus dalle attività da fare, indipendentemente dai risultati che conseguono da queste attività, ai risultati! Risultati. Sono i risultati che contano.  Chiederti “che risultati voglio ottenere” focalizzare l’attenzione su quello che voglio ottenere e quindi fare per raggiungere un risultato.

Sembra solo un piccolo cambiamento. Provalo e vedrai.

Se poi ti chiedi anche perchè lo vuoi ottenere e come ti sentirai quando l’avrai ottenuto diventi davvero inarrestabile!

Non fare lo struzzo Non fare lo struzzo

Brian TracyDimmi di più…
Tempo di Risultati DVD Tempo di Risultati DVD
Video-corso di gestione del tempo e realizzazione personale. Il video corso è composto da 4 DVD
Roberto ReDimmi di più…

Quello che ho imparato oggi è che devi sapere ogni mattina cosa vuoi aver ottenuto la sera. Lo scrivi, ci torni durante la giornata e poi godi degli immancabili risultati!

Grazie Neill, grazie Brian, grazie Roberto

23/02/2008 – Scarsità: come ti cerco!

“…ai soggetti, nell’ambito di uno studio sulle preferenze dei consumatori, veniva fatto assaggiare un cioccolatino. In metà dei casi, il barattolo da cui veniva estratto il cioccolatino ne conteneva dieci, nell’altra metà solo due. Come prevedibile in base al principio di scarsità, nel secondo caso il giudizio era molto più positivo: lo stesso identico cioccolato risultava più appetibile, costoso e attraente. 

… Alcuni soggetti si vedevano presentare prima il vasetto con dieci cioccolatini, sostituito poi da quello con due soli. Quindi, prima di assaggiarli, avevano modo di vedere una scorta abbondante ridursi quasi all’esaurimento. Confrontando la razione dei soggetti in questa situazione con quella in condizioni di semplice scarsità, i ricercatori volevano rispondere a una domanda interessante: consideriamo più preziose quelle cose che fino a poco tempo fa avevamo in abbondanza e che stanno diventando rare, o quelle che sono sempre state scarse? Nell’esperimento di Worchel la risposta è chiara. Il calo nel numero di cioccolatini produceva giudizi decisamente più positivi rispetto al numero scarso fin dall’inizio.

… in realtà la sostituzione del baratto lo pieno con quello quasi pieno avveniva in due modi diversi: ad alcuni soggetti si diceva semplicemente che c’era stato uno sbaglio, ad latri invece si spiegava che il barattolo con dieci cioccolatini serviva ad altri soggetti. I risultati dimostrano che i cioccolatini che scarseggiano per effetto di esigenze altrui piacevano ancor di più degli altri; la scarsità prodotta dalla pressione di una richiesta sociale li rendeva più preziosi di tutti gli altri.

… Non solo desideriamo pi più una cosa quando scarseggia, ma la desideriamo più che mai se dobbiamo competere con altri per averla.”

Robert Cialdini – “Le armi della persuasione” 

Le Armi della Persuasione Le Armi della Persuasione
Come e perchè si finisce col dire di sì
Robert B. CialdiniPer saperne di più…

Questa mattina al supermercato ho avuto modo di verificare con i miei occhi il principio della scarsità descritto da Cialdini.

Vado al banco del pane (a proposito lo sapevi che i supermercati eseguono solo l’ultima fase della produzione del pane ossia quello della cottura, e che le vendite aumentano grazie alla fragranza di pane appena cotto che si diffonde nel reparto?),  e vedo un assembramento di persone intorno al carrello dove viene depositato il pane appena cotto, sebbene ci fosse una grande quantità di pane confezionato sugli espositori.

Anch’io dovevo comprare il pane. Decido di proseguire la mia spesa e di tornare con calma prima di andare alle casse.

Ripasso proprio nel momento in cui arriva il pane appena sfornato e assisto ad una scena che non avrei mai immaginato: spinte, insulti, accaparramenti da catastrofe imminente! Una signora che chiede a sua figlia “Basteranno 5 filoni?”, “No prendine ancora uno o due!”. Beh, ben prima che arrivassi al carrello il pane è già finito.

Credi che ci sarebbe stato tutto quell’interesse se, per puro caso (?), il carrello non fosse rimasto momentaneamente vuoto e si fosse creata una competizione per il pane appena arrivato?

Quello che ho imparato oggi è che la mente può essere un’alleata ma può anche giocarti brutti scherzi. Ingannala te, a tuo vantaggio, prima che lo faccia lei.

Grazie Robert