Archivi del mese: febbraio 2008

22/02/2008 – Cronaca di un’esperienza mentale

“…”E’ per questo che mi hai portato sulla vetta del Monte Cinque? Perché potessi vedere Israele?”
“Perché potessi vedere la valle, la città, le altre montagne, le rocce e le nuvole. Il Signore soleva ordinare ai suoi profeti di salire sulle montagne, per parlare con Lui. Io mi sono sempre domandato perché lo facesse, e adesso comprendo la risposta: quando siamo in alto, possiamo vedere tutto piccolo.
“Le nostre glorie e le nostre tristezze cessano di essere importanti. Quello che conquistiamo o che perdiamo rimane laggiù. Dall’alto della montagna, tu puoi vedere come sia grande il mondo, e come siano ampi gli orizzonti.”

Monte cinque Monte cinque

Paulo Coelho

Oggi sono andato a Roma. Adoro volare. E questo è un’altra dimostrazione di quanto la mente possa influire sulle nostre percezioni ed emozioni: quante persone non prenderebbero mai un aereo?

Adoro volare, guardare il mondo dall’alto. Da lassù tutti pensieri, la lista delle cose da fare e che non riuscirò mai a completare, le piccole incomprensioni, i pregiudizi, le diversità, le preoccupazioni, tutte le inezie che ci avvelenano la vita, si percepiscono per quello che sono, inezie appunto. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero sostenere periodicamente.

Immaginare di essere prelevati dalla scrivania affollata di cose fa fare, problemi da risolvere, e venire trasportati in alto, in alto, sempre più su. E vedere la scrivania e tutto quello che c’è sopra diventare sempre più piccoli, dei minuscoli puntini e poi svanire. Via, via che sali vedi la tua sedia, poi il tuo ufficio, l’edificio in cui lavori, il quartiere in cui lavori, la tua città, la tua provincia, la tua regione, la tua nazione, il tuo continente, la tua terra!

Che percezione hai dei tuoi problemi da lassù?

Sì, tutti dovrebbero fare questa esperienza di tanto in tanto per recuperare la giusta dimensione delle cose.

Quello che ho imparto oggi è che ciò che ci sembra una montagna insuperabile qui, oggi, ci sembrerà un granello di sabbia, se guardato da distanza e con distacco, osservandolo dal futuro.

Oggi ringrazio te, mente, per il tuo potere di immaginare e plasmare la percezione della realtà

21/02/2008 – Presente: non avere altro tempo che me

Diario della settimana precedente  

“Di solito quando facciamo qualcosa la nostra mente raramente è concentrata nel qui e ora, ma vaga sulla nostra linea del tempo: siamo così proiettati sul passato, cioè su ciò che è accaduto, o sul futuro, cioè su quello che potrebbe accadere, che perdiamo la capacità di vivere e di goderci il presente. E il risultato delle continue proiezioni dei nostri pensieri è quello molto spesso di rovinare questo benedetto presente. Infatti stimoliamo una marea di emozioni inutili e improduttive: rimorso, tristezza e sensi di colpa, se ci proiettiamo nel passato, ansia inquietudine e preoccupazione, se ci proiettiamo nel futuro. E questi stati d’animo ci fanno bruciare un sacco di energie in cambio di niente.”

Smettila di Incasinarti! Smettila di Incasinarti!
Come rendersi la vita meno complicata ed essere più felici
Roberto ReRoberto Re – Smettila di incasinarti

Roberto Re – Smettila di incasinarti

“Quando sei preso da senso di colpa, metti a fuoco un evento passato, ti senti abbattuto o irritato per qualcosa che hai detto o fatto e, assorbito dallo stato d’animo suscitato da quel tuo comportamento, vai consumando il presente. Quando sei preoccupato e inquieto, passi il tuo tempo, che è prezioso, a lasciarti ossessionare da un evento futuro. Che tu guardi indietro o avanti, il risultato è il medesimo: butti via il presente. ”

Wayne W. Dyer “Le vostre zone erronee”

Le vostre zone erronee Le vostre zone erronee
Guida all’indipendenza dello spirito
Wayne W. DyerWayne W. Dyer – Le vostre zone erronee

“Conosco la scienza delle bacchette e so come usarle per penetrare nello
spazio in cui tutto è già scritto. Posso leggervi il passato, scoprire quanto
ormai è dimenticato e capire i segnali del presente. Quando qualcuno mi
consulta, io non leggo il futuro: indovino il futuro. Perché il futuro
appartiene a Dio, ed egli lo rivela solo in circostanze straordinarie. E come
riesco a indovi nare il futuro? Dai segnali del presente. Il segreto risiede
solo nel presente. Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E
se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore.
Dimentica il futuro e vivi ogni giorno della tua vita negli insegnamenti della
Legge, e nella fiducia che Dio ha cura dei propri figli. Ogni giorno porta con se l’Eternità.”

Paulo Coelho – L’alchimista

L'Alchimista L’Alchimista

Paulo Coelho

Questa mattina, come ogni mattina, ho percorso con la mia auto la strada di campagna che mi porta da Magenta a Milanofiori, dove lavoro. Ogni mattina mi sforzo di ricordarmi di osservare la campagna. Ogni giorno è uno spettacolo diverso. La luce radente del sole che sorge, la foschia che disegna ombre multiformi, la nebbia che trasforma in nuvole i boschi, le distese di papaveri che punteggiano il giallo oro dei campi di grano e granturco, i riflessi delle pozzanghere ghiacciate, la singolare illusione di guidare in mezzo al un lago creata dalle risaie allagate, una coppia di aironi immobili sul lato della strada, gli intricati arabeschi disegnati dai rami degli alberi, uno stormo di uccelli che si compatta e si espande e si divide e si riunisce… C’è chi arriva stressato in ufficio. Io no.

Quello che ho imparato oggi è che vivendo il presente semplicemente vivo.

Grazie Roberto.

E tu? Cosa hai imparato oggi? Condividi le tue esperienze e i tuoi pendieri lasciando un commento. 

20/02/2008 – Profezie che si avverano da sé

 Diario della settimana precedente 

“A una minoranza viene impedito, per esempio, l’accesso a determinate fonti di guadagno (agricoltura o artigianato, mettiamo), perché secondo i più queste persone sono pigre, avide di denaro e soprattutto “estranee”; eccoli allora costretti a diventare rigattieri, contrabbandieri, usurai e simili, ciò conferma quindi “palesemente” la sprezzante opinione della maggioranza. Quanti più segnali di stop vengono installati dalla polizia, tanto maggiore sarà il numero di contravventori, ciò che richiederà “necessariamente” l’installazione di nuovi segnali. Quanto più una nazione si sente minacciata dalle nazioni vicine, tanto più aumenterà il proprio armamento difensivo, e tanto più queste riterranno che armarsi sia l’imperativo del momento. …

Tanto più in un paese vengono aumentate le tasse per compensare l’evasione fiscale dei contribuenti, ritenuti ovviamente disonesti, tanto più vengono indotti a questo reato anche i cittadini onesti. Ogni previsione circa l’imminente rincaro di una merce, spingerà se viene creduta da un numero sufficientemente grande di persone, all’accaparramento e quindi alla scarsità o al rincaro della merce, indipendentemente della “reale” attendibilità della previsione.

La profezia dell’evento porta all’avverarsi della profezia. La sola condizione è che ci si profetizzi o ci si faccia profetizzare qualcosa, e che la si ritenga un fatto imminente e di forza maggiore.”

Paul Watzlawick – Istruzioni per rendersi infelici

Istruzioni per rendersi infelici Istruzioni per rendersi infelici

Paul Watzlawick

Ho già detto, la scorsa settimana, delle profezie che si autoavverano, mettendo in evidenza come la focalizzazione su determinati risultati ci rende più sensibili a percepire tutto ciò che ha a che fare con quel risultato aumentando le probabilità di ottenerlo.

Ma c’è anche un altro tipo condizionamento, non del tutto diverso da quello precedente, attraverso il quale le profezie si avverano. Lo possiamo chiamare rinforzo delle credenze o convinzioni.

Credo che molte tecniche funzionino proprio grazie a questo tipo di condizionamento.

Se ti dico: “Adesso ti insegno un esercizio che ti farà sentire meglio. Al termine di questo esercizio ti sentirai più rilassato e sereno e sarai capace di fare meglio e pronto ad agire per il raggiungimento dei tuoi obiettivi”. Segue una serie di istruzioni qualunque, magari un po’ bizzarre, giusto per sollecitare anche la sfera emozionale, inizierai a credere che l’esercizio sviluppi veramente le tue capacità, ti convincerai di sentirti meglio. E il bello è che non sarà solo una sensazione, una illusione. La tua convinzione scatenerà il rilascio di quelle sostanze, quali serotonina (sostanza legata alla sensazione di felicità), dopamina (correlata alla motivazione), farà sì che ricorrerai a tutte le tue risorse e ti concentrerai su tutti quei segnali che confermano il tuo miglioramento, innescando un circolo virtuoso che ti porterà realmente a raggiungere i risultati desiderati.

Se tutto questo è fosse effettivamente scatenato da un inganno o da una suggestione, non vedo l’ora di imbrogliarmi e farmi imbrogliare! 

Quello che ho imparato oggi è che non importa di sapere come e perché, ma che arriverò a realizzare i miei sogni, e questo è sufficiente affinché li realizzi. 

E tu? Cosa hai imparato oggi? Condividi le tue esperienze e i tuoi pendieri lasciando un commento. 

19/02/2008 – Heidi personal coach

 Diario della settimana precedente 

Tutte le mattine Antonella ed io svegliamo le nostre bambe e facciamo colazione guardando Heidi.

Quando si è focalizzati su qualcosa la nostra immaginazione viene colpita da qualsiasi riferimento, più o meno lontano, su cui si concentra la nostra attenzione.

HeidiGuardando Heidi sono sollecitato da continui riferimenti alle tematiche dello sviluppo personale.

Ecco alcuni esempi.

La nonna di Clara, parlando con il nonno si Heidi, si preoccupa di come potrebbe migliorare la sua comunicazione. Dice qualcosa del genere: “Quando riuscirò a spiegarmi in modo da far comprendere le mie intenzioni?”.  Non ritiene che l’altro, pur essendo un montanaro, non sia in grado di comprendere. Si assume la responsabilità del fatto che l’interlocutore comprenda.

Clara è in grado di camminare, ma essendo vissuta in un ambiente asfittico, con educatori (la signora Rottermeier) che badano a sottolineare i punti deboli e gli insuccessi, ha perso la fiducia in se stessa e anche la pur minima speranza di tornare a camminare.

Il nonno di Heidi, Heidi e le altre persone che Clara frequenta in montagna si comportano all’opposto. Rinforzano le positività e i comportamenti positivi, ridando fiducia a Clara. Così facendo riaccendono in lei la convinzione di poter tornare a camminare.

Clara, impaurita dall’avvicinarsi di una mucca, si alza in piedi. Lo fa inconciamente. E’ “parte antica” del suo cervello, quella legata alle emozioni e alle reazioni automatiche, che produce questo “miracolo”. Quado la parte più giovane, quella dove risiedono le funzioni logiche-razionali del cervello, riprende il sopravvento, le sue gambe si afflosciano.

Perchè Clara, pur sapendo come sarebbe bello camminare e sapendo di poterlo fare dopo l’incontro/scontro con la mucca, non riesce a rimanere in piedi?

Razionalmente sa quanto sarebbe bello passeggiare per i prati, ma il suo subconscio le invia dei messaggi contrari: “Attenta, se ti alzi in piedi poi dovrai davvero camminare con le tue gambe”. Clara sa a livello inconscio che perderebbe le attenzioni e le cure che le sono sempre state riservate e, per la mancanza di fiducia in se stessa, pensa di non essere in grado di cavarsela “con le proprie gambe”. Solo quando riuscirà a controbilanciare, non solo a livello conscio, ma anche e soprattuto inconscio e emozionale, questi aspetti negativi con quelli positivi sarà pronta per affrontare la nuova vita.

E Heidi? Heidi rappresenta il pensiero positivo, l’entusiasmo, l’intelligenza emotiva, la caparbietà nell’ottenere quello che si desidera e la capacità di esprimere liberamente le proprie emozioni.

Quello che ho imparato oggi è che quando fai qualcosa bene devi festeggiare e lodarti (anche se gli altri non lo fanno) per rinforzare i comportamenti produttivi.

Ho imparato che, se non fai quello che sai di dover fare, significa che sotto, sotto, hai associato a quell’azione dei risvolti negativi inconsciamente pesano più dei benefici che hai razionalizzato. Quel che devi fare è annegarli in un oceano diimmagini, sensazioni, emozioni positive conseguenti all’azione.

Quello che ho imparato è che, se vivi pensando in positivo, con entusiasmo, coltivando l’intelligenza emotiva, con passione e determinazione, nessuno può impedirti di ottenere quello che desidi.

Grazie Heidi.

E tu? Cosa hai imparato oggi? Condividi le tue esperienze e i tuoi pendieri lasciando un commento. 

18/02/2008 – Dare e avere – la partita doppia dell’apprezzamento

 Diario della settimana precedente

“Affinchè sia davvero apprezzato, ciò che si “offre” in una relazione deve rispondere ai bisogni dell’altro. …..

Ho ricevuto una e-mail …che così riassumo: “…cerco sempre di essere disponibile con gli altri, ma al lavoro ho la sensazione che approfittino del mio carattere e della mia gentilezza e non mi rispettino…”….

Molte persone tendono effettuare una sorta di “bilancio” di ciò che danno e ricevano nei rapporti interpersonali, incorrendo spesso in cocenti delusioni….

…Anche il sottolineare continuamente la negligenza e l’egoismo di un collega … [può] addirittura accentuare tali atteggiamenti negativi ….

…Imparare a non sottovalutare gli aspetti positivi … invece di limitarsi a concentrare l’attenzione su ciò che un collega “non” è in grado di fare, lo motiverà a essere, a sua volta, più empatico….possiamo giovare di ciò che viene condiviso … anche se inferiore alle aspettative…

…E’ proprio il timore di non ottenere abbastanza che ci impedisce di ottenere di più, mentre un atteggiamento disinteressato e disteso … potrebbe garantirci quell’apprezzamento che desideriamo.

Molto, moltissimo dipende da noi, dalla capacità di trasmettere costantemente un’immagine che comunichi autostima, serietà, “forza” e pacatezza insieme.”

Angelo Boccato – Italia Oggi del 18/02/2008

pag. 47 “Psicologia del lavoro – Dare e avere. La partita doppia dell’apprezzamento sul lavoro 

Mail simili sono arrivate a anche a me (a proposito se vuoi scrivermi eugenio@iomanager.it).

Lamentarsi è un’attività molto diffusa. La questione centrale è: quale è il modo più efficacie (forse l’unico modo possibile) per cambiare gli altri e le loro (re)azioni?

La mia risposta è: cambiare te stesso, le tue azioni, i tuoi atteggiamenti. Il comportamento degli altri nei tuoi confronti (e non) è una risposta al tuo comportamento. Tu sei responsabile delle reazioni dell’altro esattamente come nella comunicazione è tua la responsabilità di quello che l’altro comprende di ciò che tu dici.

Non è facile, ma diventando consapevoli della nostra responsabilità tutto è più chiaro e semplice. Chiedendoci “cosa posso fare affinchè l’altro (re)agisca come desidero”, “cosa posso fare di diverso perchè l’altro muti atteggiamento” ci riappropriamo di quel potere di influenza che perdiamo quando riteniamo che dipenda tutto dall’altro, quando aspettiamo che l’altro capisca e si adegui.

L’altro spunto di riflessione riguarda le aspettative che poniamo negli altri, negli eventi, nel futuro. Le aspettative sono un arma a doppio taglio. Non averne significa non essere motivati ad agire, non avere quella spinta propulsiva che ti porta a realizzare con successo quelle imprese che altri riterrebbero impossibili. Averne in eccesso rischia di mortificare la motivazione, alimentare le delusioni e farti annegare nella tristezza o perfino nella depressione.

La giusta alchimia sta nel dare il giusto peso alle aspettative e alle sconfitte. Interpretare l’aspettativa in chiave di spinta propulsiva e la sconfitta come occasione di apprendimento, mantenendo la fiducia nella convinzione che costanza, flessibilità e passione producono inevitabilmente risultati.

Oggi, grazie ad Angelo ho imparato che:

Devo prendermi la responsabilità dell’atteggiamento degli altri nei miei confronti e grazie a questa presa di coscienza potrò aspettarmi il meglio dagli altri e da me stesso. Se non ottengo il risultato desiderato basterà cambiare strategia, perseverare e farmi guidare dalla mia passione.

E tu? Cosa hai imparato oggi? Condividi le tue esperienze e i tuoi pendieri lasciando un commento. 

 Diario della settimana precedente