21/05/2008 mercoledì – L’incoerenza di un fiocco

L’altro giorno passavo vicino alla biblioteca di Magenta, che, da accanito lettore, frequento con una certa assiduità.

Sono rimasto colpito da un fiocco, di quelli che si usano ai matrimoni, agganciato ad uno scheletro di specchietto di un’auto ridotta maluccio.

Mi ha colpito il contrasto fra il fiocco, bianco, bello, elegante, ricco, pieno, e lo specchietto, o quel che ne rimaneva, ferroso, arrugginito, rotto.

Mi è venuta in mente una frase detta da un venditore a proposito di una funzione sofisticata che era stata inserita in un software, quando, a suo modo di vedere, ci sarebbero state funzioni molto più utili ed essenzial da sviluppare. “E’ come mettere un bel fiocco rosso intorno ad un cesso”.

Coerenza, cogruità. La loro assenza ti colpisce, te ne accorgi, non c’è niente da fare.

Quando la parola va in una direzione e la comunicazione non verbale da un’altra il tuo inconscio perepisce l’incoerenza. Qualcosa ti dice di non fidarti. Non vieni convinto.

E’ come il sorriso forzato. Il grazie di convenienza, i complimenti di facciata. Li riconosci a pelle.

Questone di coerenza.

Oggi ho imparato l’importanza della coerenza.

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