Archivi del mese: giugno 2008

15/06/2008 domenica – Ciclisti e filtri del cervello

Ho avuto un’altra prova della formidabile capacità selettiva del cervello.

Venerdì pomeriggio come al solito viaggiavo per la stretta via di campagna che collega le principali arterie di Milano Sud a Magenta.

Fra curve e contro curve occorre fare molta attenzione. La carreggiata è molto stretta.

Prima di affrontare ogni curva l’occhio si lancia in avanti per vedere se sta arrivando un’auto dalla direzione opposta. Un’auto appunto. Mi è capitato più volte, l’ultima venerdì scorso, di vedere bene che non arrivasse nessun’auto, e infatti non ho incrociato nessuna vettura nella curva. Peccato che il mio cervello fosse così intento a intercettare l’auto da non accorgersi del ciclista che procedeva verso di me a tutta velocità. Intendiamoci, niente di grave, un ciclista e la mia auto si incrociano più che comodamente, lui non si è accorto di nulla, non saprà mai di essere spuntato all’improvviso mentre stavo affrontando la curva.

Pluff, è apparso improvvisamente.

Se cerco un’auto vedo solo la presenza di un’eventuale auto, il ciclista viene filtrato e cancellato!

Così se desideri qualcosa, se hai degli obiettivi ben definiti riuscirai a vedere e a cogliere tutte le occasioni per ottenere l’oggetto del tuo desiderio, per raggiungere la tua meta. Se non hai desideri o obiettivi ignorerai qualunque occasione ti venga incontro e ti sfiori.

…i ciclisti sono avvisati….

 

 

 

12/06/2008 giovedì – Guru, istruzioni per l’uso

“Chi crede che tutta la verità sia depositata nella testa di un esperto o in un libro o in una serie di libri, non ha capito la natura del mondo. E’ pronto per credere ai profeti, ai guru. E chi crede ciecamente a qualcuno, va avanti a caso – cioè con una speranza minima di approdare a qualcosa di piacevole.”

Roberto Vacca – Comunicare come

Chi si occupa e pratica lo sviluppo personale rischia di cadere nella fede cieca in un autore, in un formatore, in un coach.

Il bravo formatore, il vero coach, è quello che fornisce gli strumenti, o meglio, svela gli strumenti di cui gli altri già dispongono, per sbrigarsela in modo autonomo e indipendente.

Il carisma e le capacità seduttive del formatore devono essere dosate con sapienza e equilibrio.

Maniteni vigile lo spirito critico, e, sopratutto, sii curioso, cerca spunti ovunque e da tutti, confronta, indaga, cerca le contraddizioni, se puoi risolvile, altrimenti prendi atto che qualcuno si è sbagliato.

Certo, avrai dei formatori preferiti, ma non per questo tutto ciò che viene da loro deve essere accettato e accettabile.

Fin da piccolo ti hanno abituato a pensare che ci sia il cattivo e il buono. Le favole sono popolate da personaggi granitici, tutti d’un pezzo. Totalmente buoni o totalmente cattivi. Bianco o nero.

La vita non è così. Le persone non sono così. Tu non sei così.

Le conseguenze di quest’educazione?

Se ti sorprendi a fare qualcosa di cattivo pensi di essere solo cattivo, da buttare.

Se qualcuno fa qualcosa di buono, farai fatica a riconoscerne degli aspetti critici.

Non accetterai il fatto che le persone possono essere contemporaneamente eroiche e codarde, capaci di atti immensi e di cattiverie atroci.

Per questo non mi piacciono troppo le favole tradizionali. Per questo preferisco inventare le mie favole da raccontare alle mie bimbe.

Oggi ho imparato a mantenere vivo il mio spirito critico e a tenere a bada i miei (pre)giudizi categorici.

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11/06/2008 mercoledì – Investimento in formazione: in quali ambiti?

Secondo una ricerca per il raggiungimento di posizioni sociali elevate contano più le origini sociali del titolo di studio.

Sono venuto a conoscenza della ricerca dall’articolo apparso sul Sole24Ore del 5/6/2008 “Il tempo della buona politica” di Antonio Schizzotto.

Perchè le origini sociali contano più del titolo di studio?  La ricerca indica che chi nasce in una famiglia con una posizione sociale elevata conosce i modi appropriati per interagire con gli altri e ha maggiori occasioni di accedere a relazioni che si rivelano utili, più utili delle competenze tecniche (Goldthorpe 2008).

Ciò dimostra quanto siano importanti le competenze relazionali e comunicative per il successo.

Ho già avuto modo di ricordare come il modo di comunicare prevale spesso sulla validità del contenuto. Nel senso che un contenuto valido se comunicato in modo indadeguato può non trovare lo stesso consenso e risonanza che avrebbe se trasmesso con enfasi e in modo da colpire l’immaginazione.

Se ti stai chiedendo in quali ambiti della formazione ti conviene investire per la tua crescita professionale qui c’è la risposta che cercavi: investi sulle capacità relazionali e comunicative e senz’altro aumenterai le tue possibilità di carriera.

 

Comunicazione

8/06/2008 domenica – Autostima e rinforzo positivo

Non puoi far nascere l’autostima negli altri, no, non puoi farlo.

Puoi “solo” incoraggiare gli altri a stimare se stessi. Puoi alimentare la scintilla di stima che dimora in ciascuno.

In che modo?

Non certo rimproverando, disapprovando, facendo confronti. Il metodo più efficace è il rinforzo positivo.

Cosa è il rinforzo positivo?

E’ l’attenzione positiva che l’altro riceve in risposta ad un comportamento che va nella direzione desiderata.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro fa qualcosa che lo farà avere stima per se stesso.

Mostra entusiasmo e apprezzamento quando l’altro NON fa qualcosa che NON lo farà avere stima di se stesso.

Dimostragli la TUA stima in lui e alimenterai la SUA stima se stesso.

Sii da esempio, sii fonte di ispirazione, fai quello che ti aspetteresti da lui, ISPIRA i comportamenti che, se adottati, alimenteranno la sua stima.

Fai tutto questo e preparati a goderti i risultati che otterrai.

 

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6/06/2008 venerdì – Pomeriggio con Roberto Re

Oggi ho incontrato Roberto Re.

Negli uffici milanesi di HRD Training mi viene incontro. Indossa una maglietta e un paio di jeans.

L’abbigliamento semplice rispecchia il tono della nostra chiaccherata di quasi due ore.

Fin dai primi minuti di conversazione mi pareva di parlare con un amico di vecchia data.

Ha una capacità incredibile di entrare in rapport con chi gli sta di fronte.

Sono state quasi due ore molto intense, pregne di significato, valore, emozione.

Grazie Roberto, grazie davvero.

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4/06/2008 mercoledì – Cervello e emozioni

Pee, peeeeeeee!

All’improvviso, mentre ero in coda per raggiungere Milano, assorto nel mirare la campagna, sobbalzo al suono di un clacson. Il mio corpo reagisce, scarica di adrenalina, sono pronto a fare quel che devo per sfuggire al pericolo.

E’ l’amigdala, un piccola e antica porzione del cervello che reagisce immediatamente agli stimoli che arrivano dai tuoi sensi. E’ quella che ti salva dai pericoli improvvisi, fa reagire il tuo corpo e reagisce a sua volta ai riflessi del tuo corpo, preparandoti all’azione prima ancora che diveni pienamente cosciente del pericolo.

Ma…. dopo un’istante mi rendo conto che il suono del clacson in realtà proveniva dal sottofondo dell’intervista che stavo ascoltando alla radio.

Già, perché l’amigdala è rapida ma molto poco precisa. Non distingue fra ciò che sembra e ciò che è. Solo quando lo stimolo arriva alla corteccia prefrontale, l’area più recente e deputata al pensiero razionale, riesci a distinguere con precisione l’origine del tuo impulso emotivo.

Pericolo scampato, anzi, nessun pericolo. Giusto l’occasione per ricordare l’affascinante funzionamento della materia grigia che ospiti nella scatola cranica.

Grazie, vita, per le occasioni che mi offri di ripassare e interiorizzare ciò che vado imparando!

 

Joseph Deloux – per saperne di più su Amigdala, emozioni e funzionamento del cervello.

 

 

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2/06/2008 lunedì – Insetti caramellati e pasta al sugo: gestire la diversità culturale

Ecco il piatto del giorno

Oplà, insetti caramellati! Cos’è li preferiva fritti?

Non meravigliarti. Potrebbe accadere. Oggi più che mai, è sempre più frequente trovarsi ad interagire in un ambiente dove è presente diversità interculturale ed è sempre più importante conoscere le differenze nei codici comportamentali per evitare imbarazzi e gaffe.

Le imprese iniziano ad assumere manager della diversità per gestire le differenze culturali, portandole a conoscenza di tutti e valorizzandole.

Se a noi italiani piace la pasta in alcuni paesi apprezzano altrettanto gli insetti.

Se in America si privilegiano i rapporti informali, in Europa si è un po’ più formali, in oriente il codice comportamentale è strettamente legato al posto occupanto in azienda o nella società. E’ per questo che in oriente il biglietto da visita viene scambiato all’inizio dell’incontro e non alla fine come di solito si fa a queste latitudini.

Se nel nord Europa si tende ad andare subito al dunque e finire le riunioni con un piano preciso e scadenzato, da noi si tende a organizzare riunioni fiume, senza un ordine del giorno preciso. Si inizia la riunione con uno scambio di battute e prese in giro. Tutti parlano di tutto, dei particolari più insignificanti e si finisce senza sapere bene chi deve fare cosa e quando.

Ci sono paesi in cui tutto è proceduralizzato e regolamentato, dove quando si stabilisce un orario di un appuntamento ci si aspetta che sia rispettato al minuto, e paesi (Italia compresa) dove si tracciano solo le linee guida e il resto è lasciato alla buona volontà o alla professionalità del lavoratore, dove un orario stabilito è un riferimento di massima.

Un manager straniero che ho conosciuto e che ha lavorato in Italia per un certo periodo raccontava ai suoi colleghi che la prima che ha dovuto imparare in Italia è il significato della frase “Sto arrivando”, la tipica risposta che ottieni quando chiami qualcuno che è in ritardo ad un appuntamento o a una riunione.

Certo, sono generalizzazioni, ma le diversità culturali sono una realtà con cui dovremo sempre più fare i conti. Per questo è importante conoscere abitudini, codici comportamentali, usanza diverse. Per accogliere e farci accogliere, per capire e farsi capire, per vitare incidenti e figuracce e gestire al meglio le relazioni.

E non è facile. Se pensiamo che, nonostante millenni di storia, ancora non abbiamo imparato a dialogare e a capirci semplicemente fra uomini e donne.

Non c’è niente da fare, anche uomini e donne sono separati da codici comportamentali e linguaggi diversi. E’ come se venissero da pianeti diversi.

John Gray, il massimo esperto in questo campo, ha sintetizzato tutto ciò nel titolo del suo libro più famoso “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”.

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Gli Uomini vengono da Marte le Donne da Venere + Gli Uomini vengono da Marte le Donne da Venere e sono tutti sotto stress + Marte e Venere si innamorano di nuovo + Marte e Venere si corteggiano
John GrayDimmi di più….