02/09/2008 martedì – Aleksandr Solženicyn: “scusa di chi stai parlando?”

Undici minuti Undici minuti

Paulo Coelho

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“…Combinarono l’appuntamento in un ristorante molto chic. Le si presentò un signore elegante, più affascinante e maturo del suo pigmalione precedente. A un certo punto, le domandò:

“Sa dirmi di chi è quel quadro? Di Juan Miro! Sa dirmi chi è Juan Miro?”

Maria rimase zitta, come se fosse concentrata solo sul cibo, alquanto diverso da quello dei ristoranti cinesi. Frattanto, si annotava mentalmente che alla prossima visita in biblioteca avrebbe dovuto prendere un libro su Miró.

L’arabo insistette nella conversazione:

“Quello era il tavolo preferito di Federico Fellini. Cosa ne pensa dei film di Fellini?”

Lei rispose che li adorava. Ma quando l’uomo mostrò di voler scendere nei dettagli, Maria, capendo che la sua cultura non le avrebbe consentito di superare l’esame, decise di affrontare subito l’argomento:

“Non intendo restare seduta qui a fare una figura da idiota. Tutto ciò che conosco è la differenza fra una

Coca-Cola e una Pepsi. Ma lei non doveva parlarmi di una sfilata di moda?”

La franchezza della giovane parve impressionare favorevolmente l’arabo….”

 

 

“…Perché hai scelto questo posto?”

Maria poteva ripetere la bugia del libro, o comportarsi come per i curdi e Juan Miró: dire la verità.

“Per il nome. Non so da dove cominciare. E, per la verità, non so neppure se voglio cominciare.”

La ragazza sembrò alquanto sorpresa di quella dichiarazione franca e diretta….”

—-

 

“…Uscì presto, fece colazione nel solito bar, passeggiò un po’ sul lungolago, incrociò una

manifestazione di esiliati. Una donna con un cagnolino le disse che erano curdi; ancora una volta, invece di fingere di conoscere le risposte per mostrare di essere più colta e intelligente di quanto gli altri pensassero, Maria domandò: “Da dove vengono i curdi?”

Con sua sorpresa, la donna non seppe rispondere. Così va il mondo: la gente parla come se conoscesse tutto e, quando si osa domandare, non sa niente. Entrò in un cybercaffé e scoprì su Internet che i curdi venivano dal Kurdistan, un paese oggi inesistente, diviso fra Turchia e Iraq.

 

…”

—–

“… Poiché aveva il pomeriggio libero, decise di fare una passeggiata e quando raggiunse la parte alta della città, notò una piccola insegna gialla con un sole e un’iscrizione: “Cammino di Santiago.” Che cos’era?

Sull’altro lato della strada c’era un bar e, siccome aveva ormai imparato a domandare ciò che non sapeva, vi entrò per informarsi…..”

—-

 

“…Invece io penso che non ci sia niente di più noioso della pittura: una cosa immobile, un movimento

che si è interrotto, una fotografia che non risulta mai fedele all’originale. Una cosa morta, della quale non s’interessa più nessuno, tranne i pittori – gente che si crede importante, colta, che non si è evoluta come il resto dei mondo. Di certo, lei ha sentito parlare di Juan Miró?

Be’, io Ecco.

Si era tolta un peso enorme dalla coscienza – e fu contenta di tutto ciò che aveva appreso da quando era arrivata in Svizzera: domandare (“Chi sono i curdi? Che cos’è il Cammino di Santiago?”) e rispondere (“Lavoro in un locale notturno”) senza preoccuparsi di quello che gli altri pensavano…”

 

—-

Undici minuti Undici minuti
Paulo Coelho
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Alexander Solzhenitsyn (Infophoto)

L’altro giorno Fabio, un mio collega, nel corso di una conversazione cita Aleksandr Solženicyn.

Io non so chi sia.  Che fare? Fare finta di niente sorridendo e annuendo o chiedere “Scusa, di chi stai parlando?”.

Qualche anno fa avrei optato di sicuro per la prima opzione. Oggi no.

 

E infatti ho chiesto.

Dopo qualche espressione di stupore “Come, non lo conosci? E’ stato premio nobel per la letteratura, ha scritto “Arcipelago Gulag” ….” mi ha fornito una dettagliata descrizione del personaggio, (se vuoi  saperne di più http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/08/Solzhenitsyn-profilo-vita.shtml).

Così, come Maria, la protagonista del romanzo Undici minuti di Coelho, sono stato contento di quanto ho appreso, domandando, senza preoccuparmi di quello che gli altri avrebbero pensato.  

Se non l’avessi fatto non sare cresciuto di un millimetro.

Questa è la lezione che ho appreso oggi.

Grazie Fabio.

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Paulo Coelho

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