Archivi del mese: ottobre 2008

23/10/2008 giovedì – Il capo counselor

Il capo ideale?

Con un alto QE (quoziente di intelligenza emotiva).

Capace di ascoltare senza giudicare, di comprendere chi ha davanti (empatico).

Capace di stimolare una redifinizione dei problemi, tale da far percepire una via d’uscita.

Capace di incoraggiare e guidare con tatto e delicatezza l’altro a trovare una sua soluzione.

Capace di aiutare l’altro ad applicare la soluzione

 

Capace di evitare gli errori più comuni:

  • parlare di se stessi
  • cercare di rincuorare o esortare l’altro a cambiare o non fare così
  • dare soluzioni
  • fare qualcosa al posto di
  • dare necessariamente un consiglio

quando basta ascoltare e mostrare di comprendere.

Ispirato da:

Il Counseling Aziendale

Il Manager come Counselor

 – Michael Reddy

Il Counseling Interpersonale integrato ad orientamento umanistico transpersonale (Videocorso DVD) Il Counseling Interpersonale integrato ad orientamento umanistico transpersonale (Videocorso DVD)
Le basi operative della relazione di aiuto nei momenti di crisi
Franco Nanetti

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Counseling Counseling
Trasformare i problemi in soluzioni
Luciano Marchino – Monique Mizrahil
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Manuale di Counselling Manuale di Counselling
L’approccio ipnotico costruttivista
Gladys Bounous – Marco Chisotti – Paola Sacchettino – Giuseppe Vercelli
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12/10/2008 domenica – Te stesso, sempre di più

“Tutte le Ford sono assolutamente uguali”, soleva dire Henry Ford, ma non esistono due uomini uguali. Ogni nuova vita è una cosa nuova sotto il sole; non c’è mai stato qualcosa di simile prima, e mai ci sarà di nuovo. Un giovane dovrebbe avere questa idea di sé; dovrebbe cercare quella singola scintilla di individualità che lo rende diverso da tutti gli altri e svilupparla quanto più possibile. La società, la scuola tenteranno di appiattirla e cancellarla con la loro tendenza a metterci tutti nello stesso stampino. Ma non lasciate che quella scintilla vada perduta: è l’unico reale attributo importante”

tratto da:

 
Come parlare in pubblico e convincere gli altri Come parlare in pubblico e convincere gli altri
Dale Carnegie

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Individua la tua scintilla, la tua peculiarità, ciò che ti rende unico.

Sviluppala fino in fondo, conservala gelosamente, ti renderà inimitabile, sprizzerai naturalità e sarai apprezzato senza sforzarti di copiare qualcuno, senza sforzarti di applicare alcuna tecnica se non quella di essere te stesso e di esserlo sempre di più.

7/11/2008 martedì – Il fuoco della passione

“‘Passione’: una parola che può descrivere la bellezza di un incontro fulminante fra due persone, ma non si limita a ciò. Si trova nell’eccitazione dell’inatteso, nella volontà di fare qualcosa con fervore, nella certezza che si riuscirà a realizzare un sogno. La passione ci fornisce alcuni segnali che guidano la nostra vita: tocca a me saperli decifrare”

“La passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra.

Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone – tante – riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate,

Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure sono depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.

Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente, quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non so.”

Undici minuti Undici minuti

Paulo Coelho

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La passione è il carburante propulsivo per raggiungere l’eccellenza.

La passione è come il carburate, se non ce l’hai non vai da nessuna parte, se ti fai prendere la mano rischi di bruciarti.

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Tu che rapporto hai con la passione? lascia ora il tuo commento

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2/10/2008 giovedì – Non mi chiedere: “chi sei?”

Ti è mai capitato di dover rispondere a questa banale domanda:

“Chi sei?”

Avrai provato la spiacevole sensazione di non riuscire a dare una definizione piena di te, per quanti ti sarai sforzato di riempire di contenuti la risposta l’avrai trovata arida, mutilata, una rappresentazione pallida della tua identità.

A me è capitato anche di porla questa domanda. E ho percepito il disagio in cui ho messo il mio interlocutore. Penso che l’abolirò dal set di domande possibili.

André Kukla nel suo libro “Le trappole della mente – guida agli stupidi errori che ci rovinano la vita” definisce l’autodefinizione un’automutilazione.

Le Trappole della Mente Le Trappole della Mente
Guida agli stupidi errori che ci rovinano la vita
André KuklaCompralo su il Giardino dei Libri

Se dici di odiare la verdura ti senti costretto a tener fede alla tua enunciazione (principio di coerenza).

L’enunciazione trasforma la realtà e la cristallizza.

Se un giorno sarai attratto da un piatto di spinaci vi rinuncerai e la tua coerenza sarà soddisfatta.

L’enunciazione è una delle undici trappole della mente descritte da Kukla.

In fondo darti delle regole, enunciare prescrizioni, ti aiuta a vivere. ti fornisce dei criteri di scelta.

Il problema è che la regola e la sua enunciazione uccidono l’istinto, la naturalezza, ti allontanano da quello che provi in un dato istante, qui e ora. E questo finisce per comprimere la tua felicità, impendendoti di godere appieno dell’impeto nell’attimo fuggente.

Questa è l’esortazione di oggi:

Ogni tanto metti da parte le regole, le autodefinizioni, permettiti di stupire e stupirti e godi dell’istante di estempraneità.