Guerra Pace e management (parte I)

La condizione del manager (in senso ampio, cioè colui che deve prendere decisioni in merito all’organizzazione del lavoro in azienda) non è poi così diversa da quella del “comandante in capo” descritta da Tolstoj in “Guerra e Pace”:

“Un comandante in capo non si trova mai nelle condizioni di inizio di un qualsiasi avvenimento nelle quali noi scegliamo di esaminare l’avvenimento stesso.

Un comandante in capo si trova sempre nel mezzo di una serie mobile di fatti, e in modo che mai, in nessun momento, è in grado di riflettere a tutta l’importanza del fatto che si svolge. Il fatto impercettibilmente, momento per momento, si delinea nella sua importanza e, ad ogni istante di questo graduale ininterrotto delinearsi del fatto stesso, il comandante in capo si trova in mezzo a un complicatissimo giuoco d’intrighi, di preoccupazioni, di relazioni di dipendenza e di potere, di progetti, di consigli, di intimidazioni, d’inganni; si trova continuamente nella necessità di rispondere a una infinita quantità di problemi che gli vengono posti, tutti in contraddizione fra loro.

… un comandante in capo, specialmente in un momento difficile, ha davanti a sé non un progetto solo, ma sempre delle diecine ad un tempo. E ognuno di questi progetti, tutti con un buon fondamento di strategia e di tattica, è in contraddizione con un altro. Sembrerebbe che l’opera del comandante in capo dovesse consistere soltanto nello scegliere uno di questi disegni. Neppur questo egli può fare. Gli eventi e il tempo non aspettano. Mettiamo che il 28 gli propongono di passare sulla strada di Kaluga, ma intanto arriva un aiutante di campo di Miloràdovic a domandargli se egli debba impegnare subito l’azione coi francesi o ritirarsi. Egli deve impartire l’ordine subito, immediatamente. E l’ordine di ritirarsi ci distoglie da passare sulla strada di Kaluga. E dopo l’aiutante di campo è l’intendente che chiede dove debba portare i rifornimenti, e il capo del servizio sanitario che chiede dove debba portare i feriti; mentre un corriere porta da Pietroburgo una lettera dell’imperatore che non ammette la possibilità di abbandonare Mosca; e d’altra parte un rivale del comandante in capo, quello che gli mina il terreno sotto i piedi (e di persone simili ce n’è sempre non una, ma molte), propone un nuovo disegno, diametralmente opposto al piano di passare sulla strada di Kaluga; e intanto le forze del comandante in capo richiedono un po’ di sonno e di ristoro, e un rispettabile generale, saltato in una distribuzione di ricompense, viene a lamentarsi, e gli abitanti del paese supplicano d’esser difesi, e un ufficiale mandato a esaminare i luoghi riferisce assolutamente il contrario di ciò che ha detto l’ufficiale mandato prima di lui, e un informatore, un prigioniero e un generale reduce da una ricognizione, descrivono tutti in modo differente la posizione dell’esercito nemico.”

Che ne pensi, ti identifichi in questa situazione?

Lascia il tuo commento!

…. continua

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