Archivi del mese: novembre 2009

30/11/2009 lunedì – E ora?

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“Non dimenticare i tuoi obiettivi!…Quando si va verso un obiettivo…è molto importante prestare attenzione al cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo. …Ed è così quando si ha un obiettivo nella vita. Esso può essere migliore o peggiore, in base al cammino che scegliamo per raggiungerlo e al modo in cui lo percorriamo….bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti che, a causa della routine, non riusciamo a vedere.”

 

Il Cammino di Santiago
Il Cammino di Santiago

Paulo Coelho
Dimmi di più

E tu, rimani fedele al tuo obiettivo?

Hai tracciato il cammino?

Continui a curartene?

Valorizzi le esperienze?

Ti soffermi a pensare, a vivere, a godere del viaggio?

Ti sforzi di scorgere il particolare nel consueto, l’unico nel molteplice, lo speciale nel quotidiano?

Ogni attimo può valere una vita, ogni millimetro verso la meta può colmarla di significato.

Il pericolo è rischiare di svilirla per la brama di raggiungerla, è rischiare di raggiungerla e sprofondare nella delusione, nell’insoddisfazione, quella che ti farà dire “Beh, tutto qui?”,  “E ora?”

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22/11/09 domenica – Verità contraddittorie

Ognuno vende le sue certezze.

illottSì, perché la gente, tutti noi, vogliamo illuderci di vivere in mondo di verità assolute.

Nella vita di tutti i giorni ma anche in quegli ambiti, come il mondo scientifico, dove il senso comune ritiene regni la verità, la certezza, l’esatto, l’assoluto, ci si trova di fronte a contraddizioni, conflitti fra le verità di cui l’esperto di turno si fa paladino.

Questo ci sconcerta, ci spiazza, ci scuote.

Le certezze, invece, ci fanno sentire a nostro agio.

Ma la realtà è troppo complessa per darci certezze.

Noi siamo troppo complessi per leggere ed interpretare, tutti, allo stesso modo una stessa realtà.

I dati di fatto sono filtrati dai nostri sensi e sentimenti.

Viviamo immersi in sistemi complessi, siamo sistemi complessi. Siamo abituati a pensare in termini lineari ma quasi mai questi descrivono correttamente l’intrico di feedback o contro feedback, azioni e reazioni circolari, indirette, vincolate e vincolanti. Qualcuno ha definito tutto questo Kaos.

La scienza si sforza di fornire strumenti per dare certezze. Ma gli strumenti sono utilizzati dagli uomini, che hanno ambizioni, interessi, obiettivi.

E così ecco che si creano discussioni, controversie. E giù numeri, prove, riferimenti, citazioni, a sostegno delle proprie tesi.

E noi, affamati di certezze, sposiamo una tesi o l’altra e ci battiamo per questa. Siamo convinti che, in quanto “scientifica”, sia vera.

Quello che ho imparato oggi è che il meglio che possiamo fare è farci un’opinione sforzandosi di conoscere tutte le “verità” relative allo stesso oggetto.

 

Post ispirato dalla lettura dell’articolo,, apparso su Nòva24, “Non più dogmi ma controversie” di Bruno Latour, professore e prorettore per la ricerca all’Università Sciences Po di Parigi.

 

Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento.

2/11/09 Lunedì – Lavoratori intoccabili e felici

I lavoratori creativi, gli innovatori, quelli che non si limitano a svolgere solo il lavoro che arriva sulla loro scrivania ma hanno l’abitudine d’immaginare nuove opportunità e nuovi modelli sono gli “intoccabili”, i lavoratori che molto difficilmente saranno espulsi dalle aziende anche in tempi di crisi.

Formazione, creatività, adattabilità, intraprendenza sono le caratteristiche per rimanere in corsa. Più dei master e della “collazione” di diplomi.

 Questo è quanto afferma Thomas Friedman giornalista del New York Times, vincitore del premio Pulitzer.

Il rapporto con il proprio lavoro spesso è difficile, soprattutto quando c’è il rischio di perderlo.

Quello che puoi fare è sconfiggere l’insoddisfazione cambiando atteggiamento, trasformando il modo in cui reagisci rispetto a ciò che ti accade e ciò che devi fare.

Reinterpretando in una prospettiva più ampia e lo scopo ultimo del tuo lavoro, trasformando la tua attività nella tua vocazione. Come? Ecco alcuni consigli che trovi nel libro “L’arte della felicità sul lavoro”: cogli il significato più ampio della tua attività,  riconosci l’effetto positivo del tuo lavoro sugli altri, pensa a come contribuisci con la tua attività al benessere della gente.

Oggi il rischio di perdere il lavoro è più alto e chi perde il lavoro spesso perde la propria identità. Come si fa a sfuggire da questo pericolo?

Occorre imparare a diventare “intoccabile” mettendo creatività e intraprendenza in ciò che fai e imparare a  convivere con l’incertezza della realtà lavorativa di oggi e ad assumere un atteggiamento positivo, concentrandosi sulle opportunità e sulle sfide. Occorre espandere la propria immagine sul lavoro e al di fuori di esso per non confinare la propria identità all’attività lavorativa.

Il lavoro rende felici se in qualche modo contribuisce alla felicita ed è d’aiuto agli altri. Si è felici e si ricava felicità dal lavoro tanto più si riconosce e si attribuisce densità di significato e produttività al lavoro. Ma la felicità non la si raggiunge solo tramite il lavoro. Personalità, interessi, disposizione, contesto sociale influenzano la capacità del lavoro di fornire soddisfazione. Maggiore è la capacità di riconoscere le opportunità nelle difficoltà e trovare soddisfazione nelle sfide, maggiore è la soddisfazione che si trae dal lavoro. Tutti gli aspetti della vita sono collegati tra loro, i vari fattori, valori, atteggiamenti, lo stato emotivo possono egualmente contribuire. da una parte. al senso di appagamento sul lavoro, dall’altra, alla soddisfazione e alla felicità nella vita.

 “Più riduciamo la distanza fra chi siamo e cosa facciamo e più il nostro lavoro sembrerà facile e ci renderà felici.”

 

L'Arte della felicità sul Lavoro

 

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