Serendipità di fine estate

A volte l’universo sembra molto intenzionato a mandarmi dei messaggi.

E io non posso far a meno di vederli.  Le connessioni vengono fuori così, per caso. Leggo una cosà lì, un’altra là, noto qualcosa di insignificate che mi si para d’avanti e si instuara il link.

Ecco un’esempio:

Sto leggendo “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani. Alla scoperta di avere un cancro Terzani decide di chiudere con il Terzani giornalista, si reca a New York, affitta un monolocale, acquista nuovi comodi vestiti abbandonando la sua mise bianca e si taglia capelli e perfino i baffi che resistevano dal ’68 e inizia la sua nuova vita abbandonando quello che definisce il “vecchio io”.

Sto prendendo appunti dalle pagine che ho contrassengato duralnte la lettura del libro Steve Jobs di Walter Isaacson:

Steve Jobs:

Se vuoi vivere la tua vita in maniera creativa, come un artista, non bisogna guardare troppo indietro: devi essere disposto a prendere tutto quello che hai fatto e tutto quello che eri e lasciartelo alle spalle.

Quanto più il mondo esterno cerca di consolidare un’immagine di te, tanto più devi perseverare nella determinazione a essere un artista, ed è per questo che spesso gli artisti devono dire «Arrivederci, me ne devo andare. Sto diventando pazzo e me ne vado via di qua». E se ne vanno e si ibernano da qualche parte. Poi, forse, più tardi riemergono e sono un po’ diversi.”

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Un Altro Giro di Giostra (Edizione economica) Un Altro Giro di Giostra (Edizione economica)
Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo
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Felicità? Una conseguenza, non un obiettivo

“Non orientare in modo troppo deciso i tuoi pensieri e le tue azioni verso la felicità. La felicità non deve essere il tuo scopo, ma il sottoprodotto di una vita vissuta nella massima pienezza possibile.”

Armando Massarenti, il sole 24 ore, 12 maggio 2012

Ha ragione. Essere ossessionati da un obiettivo è il miglior modo per non raggiungerlo.

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130 perle di saggezza per trovare la felicità

Erik Pigani

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NIMBY colpisce ancora

Infila fuori dal canello e scuote la paletta con la spazzatura raccolta nel suo cortile. Ecco fatto. Liberato dallo sporco. La scena l’ho vista con la coda dell’occhio passando in macchina: una manifestazione semplice ma concreta di  NIMBY.

NIMBY è l’acronimo inglese di “Not in my backyard” non nel mio cortile. L’espressione è utilizzata per identificare il fenomento per cui pur essendo in linea di principio favorevoli allo sviluppo di infrastrutture non le si vogliono nelle proprie vicinanze.  Sviluppo e benefici sì, purché a spese di altri.

Più in generale il fenomeno fa da fondamenta ai pilastri della crisi attuale.

Guadagni facili a spese di altri, evasione fiscale, benefici a spese delle generazioni future,  vantaggi immediati a scapito di prosperità futura.

Questa è la lezione che ho appreso oggi: pensare (anche a fino egoistici) più a un “noi” e meno a sé.

Esperienze sensoriali: quanti sono i sensi?

Quanti sono i sensi?

Cinque?

Sbagliato. Ritenta.

La risposta coretta è “nove”. Sì, i sensi sono nove.

Ok i primi cinque li conoscamo tutti: udito, tatto, gusto, olfatto e …vista. Si conoscono dai tempi di Aristotele.

E gli altri quattro?

Prova a immaginare quali potrebbero essere.

Fatto?

Ok vediamo se hai indovinato. Gli altri sensi sono: equilibrio, sensibilità al dolore fisico, sensibilità alle variazioni della temperatura e la coscienza corporale, ossia la capacità di sapere dove si trova ogni parte del nostro corpo nello spazio.

Immaginati chiuso in una stanza buia. I cinque sensi più noti potrebbero non essere sollecitati, tuttavia riusciresti a mantenere l’equilibrio, a percepire il dolore fisico e le variazioni della temperatura e la posizione delle tue mani.

Bene, adesso che sai di avere almeno nove sensi, prova ad “aprili” tutti quanti, amplifica le sensazioni che ti giungono per diventare sempre più cosciente del “qui ed ora” e goditele fino in fondo!

Cinque... Sei, Sette Sensi Infiniti Cinque… Sei, Sette Sensi InfinitiLorenzo Bracciodieta, Daniela Poggiolini

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Il saggio altruismo egoistico

“L’etica non consiste tanto in una serie di regole da rispettare, ma è piuttosto un principio di autocontrollo interiore, in virtù del quale incoraggiamo tutti gli aspetti della nostra natura che riconosciamo idonei al benessere nostro e altrui”

Comprensione, gentilezza, fiducia, calma mentale, compassione giovano a chi le coltiva e le prova oltre a recare beneficio agli altri. Per questo si può parlare di etica basata su un saggio egoismo. Quindi perfettamente aderente all’inclinazione umana.

Liberamente tratto da “Compassione, un’etica oltre le religioni” di Giuliano Boccali

La Felicità al di là della Religione

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Una nuova etica per il mondo
Dalai Lama

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Impegnatissimi

 

business-19156_640 It’s insane: we all have busy lives, we have jobs and we have interests and some of us have children, everyone’s lives are just getting busier, not less busy, in this busy society. You just don’t have time to learn this stuff, and everything’s getting more complicated.”

E’ una follia: abbiamo tutti vite impegnatissime, abbiamo un lavoro, abbiamo una serie di interessi e alcuni di noi hanno figli. La vita di tutti sta diventando più impegnata, non meno, in questa società impegnata. Non hai tempo di imparare questa roba, e tutto sta diventando più complicato

Steve Jobs – The Indipendent (29 ottobre 2005)

..è vero, occorre riscoprire l’arte di semplificare non complicare, impegnarsi a vivere intensamente le passioni non vivere una vita “di passione” intensa di impegni.

L’unica possibilità di comunicare …

Leggilo su Emozioni e Marketing

http://emozioniemarketing.wordpress.com/2012/01/15/lunica-possibilita-di-comunicare/