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2/10/2008 giovedì – Non mi chiedere: “chi sei?”

Ti è mai capitato di dover rispondere a questa banale domanda:

“Chi sei?”

Avrai provato la spiacevole sensazione di non riuscire a dare una definizione piena di te, per quanti ti sarai sforzato di riempire di contenuti la risposta l’avrai trovata arida, mutilata, una rappresentazione pallida della tua identità.

A me è capitato anche di porla questa domanda. E ho percepito il disagio in cui ho messo il mio interlocutore. Penso che l’abolirò dal set di domande possibili.

André Kukla nel suo libro “Le trappole della mente – guida agli stupidi errori che ci rovinano la vita” definisce l’autodefinizione un’automutilazione.

Le Trappole della Mente Le Trappole della Mente
Guida agli stupidi errori che ci rovinano la vita
André KuklaCompralo su il Giardino dei Libri

Se dici di odiare la verdura ti senti costretto a tener fede alla tua enunciazione (principio di coerenza).

L’enunciazione trasforma la realtà e la cristallizza.

Se un giorno sarai attratto da un piatto di spinaci vi rinuncerai e la tua coerenza sarà soddisfatta.

L’enunciazione è una delle undici trappole della mente descritte da Kukla.

In fondo darti delle regole, enunciare prescrizioni, ti aiuta a vivere. ti fornisce dei criteri di scelta.

Il problema è che la regola e la sua enunciazione uccidono l’istinto, la naturalezza, ti allontanano da quello che provi in un dato istante, qui e ora. E questo finisce per comprimere la tua felicità, impendendoti di godere appieno dell’impeto nell’attimo fuggente.

Questa è l’esortazione di oggi:

Ogni tanto metti da parte le regole, le autodefinizioni, permettiti di stupire e stupirti e godi dell’istante di estempraneità.