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25/02/2008 Lunedì – Allenarsi all’autostima

“Oltre ai benefici sul piano fisico, praticare sport migliora l’autostima, la percezione del successo, l’orgoglio e, perché no, anche lo stimolo sessuale.

…Oltre ai benefici sul piano fisico, praticare attività sportiva porta notevoli benefici anche nell’ambito della sfera emozionale: quasi tre quarti delle donne che hanno partecipato all’indagine e che praticano sport, affermano infatti che l’attività fisica le rende persone emotivamente più forti.”

Italia Oggi del 22 febbraio 2008 pag. 26.

Ogni mattina quando esco di casa faccio tre piani a piedi. Per arrivare in ufficio ne faccio quattro.

Ormai da ben più di un anno ho deciso di limitare l’uso dell’ascensore e farmi delle sane scale. Sì, d’accordo, è praticamente l’unica attività sportiva che pratico, ma lo faccio con costanza da più di un anno.

Ho preso questa decisione dopo aver ascoltato un audio di Tony Robbins sul C.A.N.I. Constant And Never-ending Improvement (miglioramento costante e infinito).

In sostanza, individua, per ciascuna area importante della tua vita (salute, professione, relazioni, finanze), qualcosa che puoi fare subito per migliorare, anche solo di poco, la tua situazione. Agisci in quella direzione. Quando l’hai fatto trova subito un nuovo stimolo, una nuova meta che ti faccia procedere di un passo, anche piccolo, verso il un miglioramento del tuo benessere.

Passi piccoli, frequenti, continui: così si può riassumere il C.A.N.I. o CO.CO.MI. (la traduzione italiana dell’acronimo – “COntinuo e COstante MIglioramento”).

Bene. Per quanto riguarda la salute decisi di iniziare a fare le scale. Dopo qualche settimana decisi di farle di buona lena, poi di salire due scalini alla volta.

Oggi, l’azione di salire le scale ogni volta che entro nel palazzo dove lavoro mi dà un senso di sicurezza e autostima, mi dà la carica per iniziare con energia la giornata.

Un’ultima osservazione sull’articolo di Italia Oggi. La ricerca è stata effettuata su oltre 10 mila donne provenienti da nove paesi europei, di età compresa tra i 16 e i 30 anni.

L’indagine è stata commissionata a un istituto indipendente, TNS, da Nike.

Non metto in dubbio l’indipendenza di TNS, ma secondo te, è possibile che il committente influenzi, in qualche modo e con la buona fede di chi riceve la commessa, il risultato di un’indagine scientifica. Secondo te è possibile che si verifichi l’effetto alone che ho descritto a proposito dell’efficacia delle diverse tecniche di miglioramento, per cui se ti dico prima che una tecnica ottiene certi risultati tu sarai indotto a generare quei risultati su te stesso?

Inserisci un commento e fammi sapere la tua opinione!

Quello che ho imparato oggi è che, se hai un grande sogno, il modo migliore per realizzarlo è procedendo per piccoli, frequenti continui passi, avendo fede nella sua realizzazione, influenzando la tua mente con visualizzazioni di successo e anticipando le emozioni che proverai al traguardo.

Grazie Tony.

Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario

Anthony RobbinsDimmi di più…

18/02/2008 – Dare e avere – la partita doppia dell’apprezzamento

 Diario della settimana precedente

“Affinchè sia davvero apprezzato, ciò che si “offre” in una relazione deve rispondere ai bisogni dell’altro. …..

Ho ricevuto una e-mail …che così riassumo: “…cerco sempre di essere disponibile con gli altri, ma al lavoro ho la sensazione che approfittino del mio carattere e della mia gentilezza e non mi rispettino…”….

Molte persone tendono effettuare una sorta di “bilancio” di ciò che danno e ricevano nei rapporti interpersonali, incorrendo spesso in cocenti delusioni….

…Anche il sottolineare continuamente la negligenza e l’egoismo di un collega … [può] addirittura accentuare tali atteggiamenti negativi ….

…Imparare a non sottovalutare gli aspetti positivi … invece di limitarsi a concentrare l’attenzione su ciò che un collega “non” è in grado di fare, lo motiverà a essere, a sua volta, più empatico….possiamo giovare di ciò che viene condiviso … anche se inferiore alle aspettative…

…E’ proprio il timore di non ottenere abbastanza che ci impedisce di ottenere di più, mentre un atteggiamento disinteressato e disteso … potrebbe garantirci quell’apprezzamento che desideriamo.

Molto, moltissimo dipende da noi, dalla capacità di trasmettere costantemente un’immagine che comunichi autostima, serietà, “forza” e pacatezza insieme.”

Angelo Boccato – Italia Oggi del 18/02/2008

pag. 47 “Psicologia del lavoro – Dare e avere. La partita doppia dell’apprezzamento sul lavoro 

Mail simili sono arrivate a anche a me (a proposito se vuoi scrivermi eugenio@iomanager.it).

Lamentarsi è un’attività molto diffusa. La questione centrale è: quale è il modo più efficacie (forse l’unico modo possibile) per cambiare gli altri e le loro (re)azioni?

La mia risposta è: cambiare te stesso, le tue azioni, i tuoi atteggiamenti. Il comportamento degli altri nei tuoi confronti (e non) è una risposta al tuo comportamento. Tu sei responsabile delle reazioni dell’altro esattamente come nella comunicazione è tua la responsabilità di quello che l’altro comprende di ciò che tu dici.

Non è facile, ma diventando consapevoli della nostra responsabilità tutto è più chiaro e semplice. Chiedendoci “cosa posso fare affinchè l’altro (re)agisca come desidero”, “cosa posso fare di diverso perchè l’altro muti atteggiamento” ci riappropriamo di quel potere di influenza che perdiamo quando riteniamo che dipenda tutto dall’altro, quando aspettiamo che l’altro capisca e si adegui.

L’altro spunto di riflessione riguarda le aspettative che poniamo negli altri, negli eventi, nel futuro. Le aspettative sono un arma a doppio taglio. Non averne significa non essere motivati ad agire, non avere quella spinta propulsiva che ti porta a realizzare con successo quelle imprese che altri riterrebbero impossibili. Averne in eccesso rischia di mortificare la motivazione, alimentare le delusioni e farti annegare nella tristezza o perfino nella depressione.

La giusta alchimia sta nel dare il giusto peso alle aspettative e alle sconfitte. Interpretare l’aspettativa in chiave di spinta propulsiva e la sconfitta come occasione di apprendimento, mantenendo la fiducia nella convinzione che costanza, flessibilità e passione producono inevitabilmente risultati.

Oggi, grazie ad Angelo ho imparato che:

Devo prendermi la responsabilità dell’atteggiamento degli altri nei miei confronti e grazie a questa presa di coscienza potrò aspettarmi il meglio dagli altri e da me stesso. Se non ottengo il risultato desiderato basterà cambiare strategia, perseverare e farmi guidare dalla mia passione.

E tu? Cosa hai imparato oggi? Condividi le tue esperienze e i tuoi pendieri lasciando un commento. 

 Diario della settimana precedente