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30/11/2009 lunedì – E ora?

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“Non dimenticare i tuoi obiettivi!…Quando si va verso un obiettivo…è molto importante prestare attenzione al cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo. …Ed è così quando si ha un obiettivo nella vita. Esso può essere migliore o peggiore, in base al cammino che scegliamo per raggiungerlo e al modo in cui lo percorriamo….bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti che, a causa della routine, non riusciamo a vedere.”

 

Il Cammino di Santiago
Il Cammino di Santiago

Paulo Coelho
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E tu, rimani fedele al tuo obiettivo?

Hai tracciato il cammino?

Continui a curartene?

Valorizzi le esperienze?

Ti soffermi a pensare, a vivere, a godere del viaggio?

Ti sforzi di scorgere il particolare nel consueto, l’unico nel molteplice, lo speciale nel quotidiano?

Ogni attimo può valere una vita, ogni millimetro verso la meta può colmarla di significato.

Il pericolo è rischiare di svilirla per la brama di raggiungerla, è rischiare di raggiungerla e sprofondare nella delusione, nell’insoddisfazione, quella che ti farà dire “Beh, tutto qui?”,  “E ora?”

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26/09/09 lunedì – Successo e (in)felicità

“…Si sente abbandonata, non sa più perché sia venuta in Europa – avrebbe potuto fare l’attrice anche negli Stati Uniti , dedicandosi solo a ciò che le piaceva, senza cedere a eventuali imposizioni. Vorrebbe essere felice, ma dubita di aver imboccato la strada giusta…”

 

“… non ha dovuto sforzarsi molto per capire che la Superclasse dipende dal successo quanto un drogato della sostanza psicotropa – e risulta assai più infelice di coloro che aspirano solo a una casa, un giardino, un bambino che gioca, del cibo ben cucinato e un caminetto acceso d’inverno. “

Paulo CoelhoIl vincitore è solo

Successo = Felicità.

Un equazione scivolosa i cui termini sono legati da un rapporto che i più credono diretto diretto, io sospetto sia inverso.

Piuttosto invertirei i termini.

Felicità = Successo. 

Felicità = Dedicarsi a ciò che ci dà piacere, inseguire il proprio sogno….

Mentre leggo e rifletto su questi temi, l’attenzione selettiva, straordinaria proprietà del cervello che fa la fortuna dei sostenitori della  legge dell’attrazione  e di “the secret”, mi porta ad intercettare un’intervista radiofonica a Bianca Pizzorno, scrittrice, amica Giuni Russo

Così scopro che Giuni rinuncia al successo per seguire la sua indole d’artista sperimentatrice e nella sua libertà di esprimere e ricercare se stessa vive con serenità, la stessa che l’accompagna anche nei momenti più difficili della sua vita.  

Confermato.

Il Vincitore è Solo
Il Vincitore è Solo

Paulo Coelho
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Giuni Russo. Da un’estate al mare al Carmelo (Libro+cd+dvd)

Giuni Russo. Da un'estate al mare al Carmelo (Libro+cd+dvd)
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27/01/2009 martedì – Costruire o piantare?

“Nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva il giorno un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto, Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura. “

Brida
Brida

Paulo Coelho
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Il buon manager costruisce delle buone squadre, porta avanti progetti di successo, ottiene dei risultati, il buon leader semina entusiasmo affinché i singoli individui formino una buona squadra, motiva le persone a creare progetti di successo, libera le risorse di ciascuno affinché ciascuno ottenga continuamente risultati.

Il formatore costruisce persone competenti, il coach semina per far sì che le persone riconoscano le proprie competenze, le coltivino e le sviluppino autonomamente.

Il venditore costruisce contratti di vendita, il consulente semina soddisfazione per generare relazioni durature e proficue.

Una coppia può costruire un rapporto o piantare i semi di una relazione che non smette mai di svilupparsi.

Tu costruisci o semini?

19/11/2008 mercoledì – I romanzi aiutano a vivere

“Se andate a cena da degli amici e portate come regalo un romanzo spesso il padrone di casa vi dirà ‘Grazie, mia moglie ne sarà felice'”

Così esordisce un articolo di Francesco Alberoni sul Corriere della Sera del 10 novembre 2008.

Sì, perché le donne, in genere, preferiscono i romanzi, gli uomini i saggi.

Touché. Mi riconosco. Sono un accanito lettore, ma leggo quasi esclusivamente dei saggi.

Alberoni, continua, ahimé.

I saggi parlano di argomenti utili, seri, importanti, ma i romanzi trasmettono la vita: azioni, pensieri, motivazioni, sentimenti, emozioni, e tutte le loro contraddizioni degli uomini.

Leggendo i romanzi è come se si avesse l’opportunità di vivere due, tre, quattro, infinite volte, di fare esperienze infinite che ci aiutano a vivere meglio la realtà.

‘In questo modo [le donne] acquisiscono una conoscenza pratica, intuitiva delle emozioni che i maschi, con la loro razionalità, non riescono a procurarsi’.

E oltretutto imparano a scrivere meglio.

‘Molti manager e molti politici scrivono male per questo motivo’.

Questo ho imparato oggi:

…..devo proprio leggere più romanzi.

L’ articolo di Francesco Alberoni.

Brida Brida

Paulo Coelho

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7/11/2008 martedì – Il fuoco della passione

“‘Passione’: una parola che può descrivere la bellezza di un incontro fulminante fra due persone, ma non si limita a ciò. Si trova nell’eccitazione dell’inatteso, nella volontà di fare qualcosa con fervore, nella certezza che si riuscirà a realizzare un sogno. La passione ci fornisce alcuni segnali che guidano la nostra vita: tocca a me saperli decifrare”

“La passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra.

Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone – tante – riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate,

Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all’altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure sono depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.

Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente, quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non so.”

Undici minuti Undici minuti

Paulo Coelho

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La passione è il carburante propulsivo per raggiungere l’eccellenza.

La passione è come il carburate, se non ce l’hai non vai da nessuna parte, se ti fai prendere la mano rischi di bruciarti.

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02/09/2008 martedì – Aleksandr Solženicyn: “scusa di chi stai parlando?”

Undici minuti Undici minuti

Paulo Coelho

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“…Combinarono l’appuntamento in un ristorante molto chic. Le si presentò un signore elegante, più affascinante e maturo del suo pigmalione precedente. A un certo punto, le domandò:

“Sa dirmi di chi è quel quadro? Di Juan Miro! Sa dirmi chi è Juan Miro?”

Maria rimase zitta, come se fosse concentrata solo sul cibo, alquanto diverso da quello dei ristoranti cinesi. Frattanto, si annotava mentalmente che alla prossima visita in biblioteca avrebbe dovuto prendere un libro su Miró.

L’arabo insistette nella conversazione:

“Quello era il tavolo preferito di Federico Fellini. Cosa ne pensa dei film di Fellini?”

Lei rispose che li adorava. Ma quando l’uomo mostrò di voler scendere nei dettagli, Maria, capendo che la sua cultura non le avrebbe consentito di superare l’esame, decise di affrontare subito l’argomento:

“Non intendo restare seduta qui a fare una figura da idiota. Tutto ciò che conosco è la differenza fra una

Coca-Cola e una Pepsi. Ma lei non doveva parlarmi di una sfilata di moda?”

La franchezza della giovane parve impressionare favorevolmente l’arabo….”

 

 

“…Perché hai scelto questo posto?”

Maria poteva ripetere la bugia del libro, o comportarsi come per i curdi e Juan Miró: dire la verità.

“Per il nome. Non so da dove cominciare. E, per la verità, non so neppure se voglio cominciare.”

La ragazza sembrò alquanto sorpresa di quella dichiarazione franca e diretta….”

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“…Uscì presto, fece colazione nel solito bar, passeggiò un po’ sul lungolago, incrociò una

manifestazione di esiliati. Una donna con un cagnolino le disse che erano curdi; ancora una volta, invece di fingere di conoscere le risposte per mostrare di essere più colta e intelligente di quanto gli altri pensassero, Maria domandò: “Da dove vengono i curdi?”

Con sua sorpresa, la donna non seppe rispondere. Così va il mondo: la gente parla come se conoscesse tutto e, quando si osa domandare, non sa niente. Entrò in un cybercaffé e scoprì su Internet che i curdi venivano dal Kurdistan, un paese oggi inesistente, diviso fra Turchia e Iraq.

 

…”

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“… Poiché aveva il pomeriggio libero, decise di fare una passeggiata e quando raggiunse la parte alta della città, notò una piccola insegna gialla con un sole e un’iscrizione: “Cammino di Santiago.” Che cos’era?

Sull’altro lato della strada c’era un bar e, siccome aveva ormai imparato a domandare ciò che non sapeva, vi entrò per informarsi…..”

—-

 

“…Invece io penso che non ci sia niente di più noioso della pittura: una cosa immobile, un movimento

che si è interrotto, una fotografia che non risulta mai fedele all’originale. Una cosa morta, della quale non s’interessa più nessuno, tranne i pittori – gente che si crede importante, colta, che non si è evoluta come il resto dei mondo. Di certo, lei ha sentito parlare di Juan Miró?

Be’, io Ecco.

Si era tolta un peso enorme dalla coscienza – e fu contenta di tutto ciò che aveva appreso da quando era arrivata in Svizzera: domandare (“Chi sono i curdi? Che cos’è il Cammino di Santiago?”) e rispondere (“Lavoro in un locale notturno”) senza preoccuparsi di quello che gli altri pensavano…”

 

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Alexander Solzhenitsyn (Infophoto)

L’altro giorno Fabio, un mio collega, nel corso di una conversazione cita Aleksandr Solženicyn.

Io non so chi sia.  Che fare? Fare finta di niente sorridendo e annuendo o chiedere “Scusa, di chi stai parlando?”.

Qualche anno fa avrei optato di sicuro per la prima opzione. Oggi no.

 

E infatti ho chiesto.

Dopo qualche espressione di stupore “Come, non lo conosci? E’ stato premio nobel per la letteratura, ha scritto “Arcipelago Gulag” ….” mi ha fornito una dettagliata descrizione del personaggio, (se vuoi  saperne di più http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/08/Solzhenitsyn-profilo-vita.shtml).

Così, come Maria, la protagonista del romanzo Undici minuti di Coelho, sono stato contento di quanto ho appreso, domandando, senza preoccuparmi di quello che gli altri avrebbero pensato.  

Se non l’avessi fatto non sare cresciuto di un millimetro.

Questa è la lezione che ho appreso oggi.

Grazie Fabio.

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14/05/2008 mercoledì – Perché?

Perché lo fai? Perché tu che non sei un formatore, che non sei un professionista, che gestisci prodotti software, ti preoccupi di scrivere di sviluppo personale su un blog, di scrivere di emozioni, di scrivere di miglioramento?

Perchè mi è utile, perché mi piace pensare che sia utile ad altri, perchè mi è stato utile, perché sto meglio, perché mi appassiona.

«E il guerriero riflette: “Perché parlare tanto, se in molte occasione non sono capace di fare tutto quello che dico?”

Il cuore risponde: “Se difendi pubblicamente le tue idee, devi sforzarti di vivere rispettandole.”

Proprio perché pensa di essere ciò che dice, il guerriero finisce per trasformarsi in ciò che dice di essere.»

Manuale del Guerriero della Luce Manuale del Guerriero della Luce

Paulo CoelhoCompralo su il Giardino dei Libri

 

 

Grazie a chi mi chiede perché