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07/05/2008 mercoledì – Ancora Ancore

“Un pacchetto di Camel senza filtro, per favore”

Mi trovo al bar tabacchi del WTC di Milanofiori. Mi volto. Lo guardo. Capelli brizzolati, un po’ stempiato, sulla cinquantina. Prosegue.

“Sono dieci anni che non le fumo più. Adesso le ho viste lì, mi è venuta voglia di riprovarle”

Ecco, ancora loro. Potenti. Scattano e non puoi farci niente. O quasi.

Come vuoi chiamarle? Ancore, condizionamenti, interruttori.

Io ho le mie. Poco fa ho sentito il profumo dei fondi del caffè di questa mattina. Adesso sono qui a battere le dita sulla tastiera con la mia tazza fumante affiancata al mio portatile.

“Un ancora non è altro che una neuroassociazione che lega nel nostro cervello uno stimolo a una risposta”

Leader di te stesso – Roberto Re

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 “Ogni volta che l’individuo fa qualcosa di nuovo, crea un nuovo percorso grazie al quale può facilmente accedere di nuovo a quell’esperienza. Ogni volta che ripetete un determinato comportamento, rafforzate la connessione nervosa ad esso associata….ecco in che modo la gente si “connette permanentemente” a certi comportamenti automatici”

Cambia vita in 7 giorni – Paul McKenna

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“Al pari di innumerevoli altri oggetti del nostro ambiente, una bandierà costituisce un punto d’appoggio, un’ancora, uno stimolo sensorio collegato a una serie di stati d’animo. E un’ancora può essere una parola, una frase, un contatto o un oggetto; qualcosa che vediamo, udiamo, sentiamo, gustiamo od odoriamo.”

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Anthony Robbins

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E le ancore sono potenti. Possono cambiare il tuo stato d’animo in un attimo. Possono farti fare cose che non avresti pensanto di fare o di fare di nuovo. Possono farti piangere ridere, riflettere.

E’ un potente strumento da utilizzare per padroneggiare i tuoi stati d’animo, le tue emozioni, per entrare nella tua condizione migliore, per disporti favorevolemente ad un incontro, ad un evento, ad una prestazione professionale o personale.

E’ uno strumento da padroneggiare, da utilizzare a tuo favore. Possono essere il tuo inferno o il tuo paradiso. Più sei consapevole delle tue ancore più puoi utilizzarle a tuo favore.

Inizia subito. Quali sono le tue ancore?

Scrivile qui

21/04/2008 lunedì – Torri, cani e stati d’animo

Chiaravalle“Sto fissando la torre per imprimermela nella memoria e ricordarmi per sempre di questo bel momento”.

Ieri gita fuori porta a Chiaravalle.

Sono ormai 12 anni che vivo a Milano, da tempo volevo visitare l’abbazia e ieri ci siamo decisi ad andare.

A un certo punto Antonella si ferma e fissa la torre dalla particolarissima architettura.  “Cosa stai facendo?”, “Sto fissando la torre per imprimermela nella memoria e ricordarmi di questo momento felice”

Stava praticando un’ancora emozionale. Lo stava facendo in modo spontaneo, naturale. Forse le ho anche parlato in passato di questa strategia della Programmazione Neuro Linguistica, ma di certo non se ne ricorda. Gli è venuto naturale farlo.

Ma cosa è un’ancora emozionale. Beh, niente di nuovo. All’inizio del secolo scorso un tale Pavlov riuscì a creare una risposta automatica dei suoi cani ad un preciso stimolo. Pavlov iniziò a far suonare un campanello ogni volta che dispensava cibo ai suoi cani. Ben presto si accorse che bastava far suonare il campanello per ottenere dai cani le stesse reazioni che avevano presentandogli il loro cibo: salivazione, eccitazione. Aveva generato un comportamento condizionato in risposta ad uno stimolo che non aveva nulla a che vedere con il comportamento stesso.

Questo tipo di condizionamento vale per i comportamenti ma vale anche per gli stati d’animo. E’ possibile generare uno specifico stato d’animo in risposta ad uno stimolo neutro. Guardo una foto e l’associo al sentimento che provo per la persona ritratta, ascolto una musica e l’associo allo stato d’amino che avevo nel periodo in cui l’ascoltavo spesso, ricordo l’immagine di una torre e rivivo la spensieratezza, la gioia, la felicità di un momento.

Grazie Lella, per quello che, con o senza consapevolezza, sei capace i insegnarmi ogni giorno

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22/02/2008 – Cronaca di un’esperienza mentale

“…”E’ per questo che mi hai portato sulla vetta del Monte Cinque? Perché potessi vedere Israele?”
“Perché potessi vedere la valle, la città, le altre montagne, le rocce e le nuvole. Il Signore soleva ordinare ai suoi profeti di salire sulle montagne, per parlare con Lui. Io mi sono sempre domandato perché lo facesse, e adesso comprendo la risposta: quando siamo in alto, possiamo vedere tutto piccolo.
“Le nostre glorie e le nostre tristezze cessano di essere importanti. Quello che conquistiamo o che perdiamo rimane laggiù. Dall’alto della montagna, tu puoi vedere come sia grande il mondo, e come siano ampi gli orizzonti.”

Monte cinque Monte cinque

Paulo Coelho

Oggi sono andato a Roma. Adoro volare. E questo è un’altra dimostrazione di quanto la mente possa influire sulle nostre percezioni ed emozioni: quante persone non prenderebbero mai un aereo?

Adoro volare, guardare il mondo dall’alto. Da lassù tutti pensieri, la lista delle cose da fare e che non riuscirò mai a completare, le piccole incomprensioni, i pregiudizi, le diversità, le preoccupazioni, tutte le inezie che ci avvelenano la vita, si percepiscono per quello che sono, inezie appunto. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero sostenere periodicamente.

Immaginare di essere prelevati dalla scrivania affollata di cose fa fare, problemi da risolvere, e venire trasportati in alto, in alto, sempre più su. E vedere la scrivania e tutto quello che c’è sopra diventare sempre più piccoli, dei minuscoli puntini e poi svanire. Via, via che sali vedi la tua sedia, poi il tuo ufficio, l’edificio in cui lavori, il quartiere in cui lavori, la tua città, la tua provincia, la tua regione, la tua nazione, il tuo continente, la tua terra!

Che percezione hai dei tuoi problemi da lassù?

Sì, tutti dovrebbero fare questa esperienza di tanto in tanto per recuperare la giusta dimensione delle cose.

Quello che ho imparto oggi è che ciò che ci sembra una montagna insuperabile qui, oggi, ci sembrerà un granello di sabbia, se guardato da distanza e con distacco, osservandolo dal futuro.

Oggi ringrazio te, mente, per il tuo potere di immaginare e plasmare la percezione della realtà